CRONACA – PORTO DI GENOVA, LA GDF ESEGUE UN MAXI SEQUESTRO DI OLTRE 7 QUINTALI DI MARIJUANA – I finanzieri del Comando Provinciale di Genova e i funzionari del Reparto Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova hanno sequestrato, presso il bacino portuale di Genova-Prà, 1.400 panetti contenenti, al lordo del confezionamento, un quantitativo complessivo di oltre 770 kg di sostanza stupefacente che, a seguito
di analisi speditiva effettuata al momento del controllo, è risultata essere marijuana.
L’ingente quantitativo, occultato all’interno di un container che trasportava un carico di frutta disidratata, era
stipato in oltre 170 scatole di cartone posizionate alla base dello stesso. Il sequestro della sostanza stupefacente effettuato dai finanzieri e dai doganieri ha colpito in modo rilevante le piazze di spaccio della movida del Nord Italia, provocando una perdita economica stimata in oltre 8 milioni di euro che la vendita al dettaglio avrebbe generato nelle casse delle organizzazioni criminali.
L’attività è il risultato di un intenso monitoraggio effettuato sulle rotte commerciali che collegano i principali scali mondiali, tra cui il Sud – Est Asiatico con il porto di Genova, crocevia dei flussi commerciali per l’Europa Centro Occidentale. OPERAZIONE ANTIDROGA A CIVITANOVA MARCHE. LA GDF SEQUESTRA OLTRE 100 GRAMMI DI HASHISH E DENUNCIA DUE GIOVANI, TRA CUI UN MINORENNE.
Nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai traffici illeciti, con particolare riguardo a quelli connessi
all’uso e al traffico di sostanze stupefacenti, rafforzati a seguito di quanto concordato in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, i militari della Compagnia di Civitanova Marche hanno dato
esecuzione ad un’operazione avviata nel territorio di Civitanova Marche. In particolare, i finanzieri, con l’ausilio dell’unità cinofila, nel corso di un servizio di controllo economico del
territorio, hanno inizialmente sottoposto a controllo un giovane italiano, rivelatosi minorenne, risultato in
possesso di oltre 18,50 grammi di hashish. I successivi approfondimenti condotti nell’immediatezza dei fatti hanno permesso di constatare come la sostanza fosse stata appena ceduta alla persona minorenne da un altro italiano, successivamente individuato e identificato, risultato anch’egli in possesso di modica quantità di stupefacente, dello stesso tipo, per circa 3 grammi. Tuttavia, avendo fondato motivo di ritenere che presso l’abitazione di quest’ultimo potesse essere detenuta
ulteriore sostanza, i finanzieri hanno proseguito le operazioni effettuando una perquisizione domiciliare.
L’attività, svolta sempre con il costante supporto dell’unità cinofila, ha consentito di rinvenire ulteriore sostanza
stupefacente, sempre del tipo hashish, per oltre 82 grammi abilmente occultata all’interno di alcune pertinenze
dell’abitazione. Alla luce delle evidenze emerse, il minore è stato deferito presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni delle Marche di Ancona mentre l’altro maggiorenne veniva segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata. Lo stupefacente veniva invece prontamente sequestrato. L’operazione di servizio in parola si inserisce in un più ampio dispositivo di controllo finalizzato a prevenire e contrastare i traffici illeciti e rientra tra i prioritari compiti della Guardia di Finanza la quale opera costantemente
a salvaguardia della vita umana, concorrendo a tutelare l’ordinata e civile convivenza sociale, nonché la
sicurezza pubblica, testimoniando, altresì, il costante presidio esercitato sul territorio a contrasto di un fenomeno connotato da forte pericolosità socio – economica. ROMA, SEQUESTRO DI PREVENZIONE DA OLTRE 50 MILIONI DI EURO NEI
CONFRONTI DI DUE IMPRENDITORI RITENUTI SOCIALMENTE PERICOLOSI PER REATI ECONOMICO–FINANZIARI. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un
provvedimento emesso, su proposta della Procura della Repubblica di Roma, dal Tribunale di Roma – Sezione
specializzata Misure di Prevenzione, con il quale è stato disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie
per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro, riconducibili, direttamente o indirettamente, a due
imprenditori romani ritenuti “socialmente pericolosi”. Il provvedimento si fonda sugli strumenti previsti dal “Codice Antimafia” e delle misure di prevenzione che
consentono di aggredire i patrimoni di presunta origine illecita quando il loro valore risulti sproporzionato
rispetto ai redditi dichiarati e riconducibile a soggetti ritenuti abitualmente dediti a traffici delittuosi. Le indagini, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno consentito di qualificare i destinatari della misura quali soggetti inclini, in maniera abituale, a traffici illeciti di natura economica, connessi a ipotesi di reati fallimentari, fiscali, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, dai quali avrebbero tratto risorse idonee a sostenere un tenore di vita non coerente con la propria capacità reddituale. Le investigazioni hanno permesso di delineare il modello operativo adottato dai proposti, ritenuto essenzialmente fondato sull’utilizzo di società prive di capitali propri e di adeguata autonomia patrimoniale, sul ricorso a prestanome e sulla separazione tra la disponibilità effettiva dei beni e la relativa intestazione formale. In particolare, i due imprenditori, sin dai primi anni 2.000, avrebbero operato attraverso 34 società
appositamente costituite, inizialmente attive nel settore del commercio di antiquariato, oggettistica e souvenir, per, poi, diversificare i propri interessi economici nella vendita di pizza da asporto, nella gestione di strutture
ricettive e nella rivendita di tabacchi. Nel corso della breve vita operativa delle società, anche mediante sistematici affitti di rami d’azienda, sarebbero state drenate rilevanti risorse finanziarie, con il progressivo depauperamento dei patrimoni aziendali, fino alla
liquidazione o all’insolvenza delle imprese. Le compagini societarie avrebbero inoltre omesso in modo sistematico il versamento di imposte, tributi locali e contributi previdenziali e assistenziali, accumulando debiti
complessivi per oltre 6,7 milioni di euro. Il provvedimento ablatorio ha riguardato, invece, l’intero compendio patrimoniale riconducibile ai proposti, del valore di oltre 50 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il compendio sottoposto a sequestro comprende unità immobiliari di pregio ubicate nei comuni di Roma,
località Olgiata Romana, e Olbia, località Portisco, autoveicoli, anche di lusso, un natante, il patrimonio
aziendale di 22 imprese, nonché rapporti finanziari. Tra i beni oggetto della misura figurano società operanti nel settore della ristorazione, riconducibili a pizzerie al
taglio con diversi punti vendita nel centro storico della Capitale (nelle aree del Pantheon, di Largo di Torre
Argentina e di Trastevere), nonché strutture ricettive di fascia alta, tra suite e residenze di lusso ubicate in palazzi storici lungo i principali itinerari turistici romani. Rientra nel compendio sottoposto a vincolo anche una
rivendita di tabacchi. Il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessati dalla
misura. Si tratta di uno degli snodi centrali del Codice antimafia, sottrarre i patrimoni alla disponibilità dei proposti, conservarne il valore, assicurare la continuità delle attività economiche e tutelare i diritti dei lavoratori. L’intervento si inserisce nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni ritenuti illecitamente acquisiti, a tutela della concorrenza, del mercato e delle imprese sane del territorio. In tale prospettiva, la Guardia di Finanza opera quale polizia economico-finanziaria a competenza generale, con una funzione di presidio nei settori più sensibili della legalità economica, analisi dei patrimoni, ricostruzione dei
flussi finanziari, individuazione delle intestazioni fittizie, prevenzione del riciclaggio e contrasto al reimpiego
nell’economia legale di capitali di presunta provenienza illecita. Il decreto di sequestro è stato disposto ai sensi del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo
nell’ambito del relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni. ROMA, LA GDF ESEGUE UN SEQUESTRO DI PREVENZIONE DA OLTRE 50 MILIONI DI EURO NEI CONFRONTI DI DUE IMPRENDITORI RITENUTI SOCIALMENTE PERICOLOSI PER REATI ECONOMICO–FINANZIARI. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno dato esecuzione a un
provvedimento emesso, su proposta della Procura della Repubblica di Roma, dal Tribunale di Roma – Sezione
specializzata Misure di Prevenzione, con il quale è stato disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie
per un valore complessivo di oltre 50 milioni di euro, riconducibili, direttamente o indirettamente, a due
imprenditori romani ritenuti “socialmente pericolosi”. Il provvedimento si fonda sugli strumenti previsti dal Codice antimafia e delle misure di prevenzione che
consentono di aggredire i patrimoni di presunta origine illecita quando il loro valore risulti sproporzionato
rispetto ai redditi dichiarati e riconducibile a soggetti ritenuti abitualmente dediti a traffici delittuosi. Le indagini, condotte dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno consentito di qualificare i destinatari della misura quali soggetti inclini, in maniera abituale, a traffici illeciti di natura economica, connessi a ipotesi di reati fallimentari, fiscali, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, dai quali avrebbero tratto risorse idonee a sostenere un tenore di vita non coerente con la propria capacità reddituale. Le investigazioni hanno permesso di delineare il modello operativo adottato dai proposti, ritenuto, essenzialmente, fondato sull’utilizzo di società prive di capitali propri e di adeguata autonomia patrimoniale, sul ricorso a prestanome e sulla separazione tra la disponibilità effettiva dei beni e la relativa intestazione formale. In particolare, i due imprenditori, sin dai primi anni Duemila, avrebbero operato attraverso 34 società
appositamente costituite, inizialmente attive nel settore del commercio di antiquariato, oggettistica e souvenir,
per poi diversificare i propri interessi economici nella vendita di pizza da asporto, nella gestione di strutture
ricettive e nella rivendita di tabacchi. Nel corso della breve vita operativa delle società, anche mediante sistematici affitti di rami d’azienda, sarebbero state drenate rilevanti risorse finanziarie, con il progressivo depauperamento dei patrimoni aziendali, fino alla
liquidazione o all’insolvenza delle imprese. Le compagini societarie avrebbero inoltre omesso in modo sistematico il versamento di imposte, tributi locali e contributi previdenziali e assistenziali, accumulando debiti complessivi per oltre 6,7 milioni di euro. Il provvedimento ablatorio ha riguardato, invece, l’intero compendio patrimoniale riconducibile ai proposti, del valore di oltre 50 milioni di euro, ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il compendio sottoposto a sequestro comprende unità immobiliari di pregio ubicate nei comuni di Roma, località Olgiata Romana, e Olbia, località Portisco, autoveicoli, anche di lusso, un natante, il patrimonio aziendale di 22 imprese, nonchè, rapporti finanziari. Tra i beni oggetto della misura figurano società operanti nel settore della ristorazione, riconducibili a pizzerie al
taglio con diversi punti vendita nel centro storico della Capitale (nelle aree del Pantheon, di Largo di Torre
Argentina e di Trastevere), nonché strutture ricettive di fascia alta, tra suite e residenze di lusso ubicate in palazzi storici lungo i principali itinerari turistici romani. Rientra nel compendio sottoposto a vincolo anche una rivendita di tabacchi. Il Tribunale ha nominato un amministratore giudiziario per la gestione dei beni e delle società interessati dalla misura. Si tratta di uno degli snodi centrali del Codice antimafia: sottrarre i patrimoni alla disponibilità dei proposti, conservarne il valore, assicurare la continuità delle attività economiche e tutelare i diritti dei lavoratori. L’intervento si inserisce nel quadro delle strategie di aggressione patrimoniale dei beni ritenuti illecitamente acquisiti, a tutela della concorrenza, del mercato e delle imprese sane del territorio. In tale prospettiva, la Guardia di Finanza opera quale polizia economico-finanziaria a competenza generale, con una funzione di presidio nei settori più sensibili della legalità economica, analisi dei patrimoni, ricostruzione dei
flussi finanziari, individuazione delle intestazioni fittizie, prevenzione del riciclaggio e contrasto al reimpiego
nell’economia legale di capitali di presunta provenienza illecita. Il decreto di sequestro è stato disposto ai sensi del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo
nell’ambito del relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni. A segnalarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, CARABINIERI PROSEGUONO LA STRETTA ANTIDROGA NELLA PERIFERIA EST. 8 ARRESTI TRA TOR BELLA MONACA E TOR VERGATA. SEQUESTRATI QUASI MEZZO CHILO DI DROGA E OLTRE 1.300 EURO. Non si ferma l’azione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti condotta dai Carabinieri della Compagnia di Frascati nei quartieri della periferia est della Capitale. Nelle ultime ore, attraverso una fitta rete di controlli, pattugliamenti e appostamenti mirati, coordinati dalla Procura di Roma, i Carabinieri hanno arrestato 8 persone, indiziate per reati inerenti agli stupefacenti. I Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca, transitando in via dell’Archeologia, hanno notato un uomo aggirarsi con atteggiamento sospetto e lo hanno fermato per un controllo. Ad esito di perquisizione personale, l’uomo, un 42enne italiano, senza fissa dimora e con precedenti, è stato trovato in possesso di 14 gr. di cocaina, già suddivisi in 27 involucri pronti per la vendita, e della somma di 120 euro in contanti, ritenuta provento dell’attività illecita. Sempre in via dell’Archeologia, ma nelle adiacenze dell’Istituto Comprensivo “Melissa Bassi”, gli stessi Carabinieri hanno arrestato tre persone, un cittadino tunisino di 31 anni, trovato con 9 gr. di cocaina divisi in 9 dosi, e due cittadini romani di 37 e 39 anni a bordo di un’auto, sorpresi con 26 gr. di crack (31 dosi), 2 gr. di hashish e 350 euro in contanti e un 24enne del Marocco, senza fissa dimora e con precedenti, trovato in possesso di 25 gr. di crack suddivisi in 49 dosi e denaro contante. I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Frascati, invece, hanno messo a segno un arresto lungo via Casilina, proprio davanti alla fermata della metro C “Giardinetti”. I militari hanno sorpreso un romano di 22 anni mentre cedeva 10 gr. di hashish a un acquirente in cambio di 50 euro. Il giovane è stato bloccato e trovato in possesso di 125 gr. della stessa droga e 720 euro in contanti, mentre l’acquirente è stato identificato e segnalato alla Prefettura quale assuntore. Nel quartiere Tor Vergata, in via Gonin, i Carabinieri hanno arrestato un 41enne romano colto a cedere 2 gr. di hashish a un assuntore. Nelle tasche dell’uomo sono stati rinvenuti ulteriori 78 gr. di hashish, alcune dosi di crack e materiale per il confezionamento. Un altro minorenne, romano, invece, è stato trovato in possesso di due panetti di hashish del perso complessivo di 200 gr. e 100 euro in contanti. La successiva perquisizione nella camera della sua abitazione, ha permesso ai Carabinieri di sequestrare ulteriori 4 gr. di marijuana. Il giovane è stato arrestato. Tutti gli arresti sono stati convalidati. Ad informarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – Tempo abbastanza caldo, da domani, in Italia, da Nord a Sud, come segnalato da “Il Meteo“.
Direttore Editoriale
