CRONACA – BOLZANO, CONTRASTO ALLO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI NEL
BUBURGRAVIATOLA GDF ESEGUE DUE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE – Nel tardo pomeriggio di ieri, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bolzano, con il supporto
del Gruppo della Guardia di Finanza di Bolzano e delle unità cinofile antidroga, hanno dato esecuzione a due
ordinanze di custodia cautelare emesse dal G.I.P. del Tribunale di Bolzano, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due cittadini albanesi stabilmente dimoranti nel Burgraviato. Le misure cautelari si inseriscono nell’ambito di un procedimento penale che, allo stato, vede complessivamente
indagate quattro persone, ritenute a vario titolo e secondo l’ipotesi accusatoria, convolte in un’articolata attività di traffico e spaccio di cocaina. L’indagine, sviluppata tra aprile 2025 e aprile 2026, ha preso avvio dall’arresto, nell’aprile 2025, di un cittadino di nazionalità serba trovato in possesso di 1.216 grammi di cocaina, oltre a materiale per il confezionamento e
7.500 euro in contanti. L’analisi del telefono sequestrato all’arrestato e i successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare, secondo l’ipotesi accusatoria, il soggetto posto al vertice dell’attività e gli altri soggetti incaricati delle diverse fasi della gestione dello stupefacente. A seguito del primo arresto, l’attività criminale sarebbe stata riorganizzata attraverso la sostituzione dello spacciatore incaricato delle cessioni al dettaglio. Ma anche il soggetto di riferimento è stato successivamente arrestato in flagranza a Merano, nel marzo 2026, perchè, trovato in possesso di circa 914 grammi di cocaina e 2.750 euro in contanti. Particolarmente significativo è quanto emerso successivamente al secondo arresto. Dalle conversazioni
intercettate è risultato palese il timore di essere sottoposti ad attività investigative e di poter essere individuati dagli inquirenti. In tale contesto gli indagati si sarebbero anche attivati per spostare denaro fino a quel momento accumulato e occultarlo in luoghi nella disponibilità di soggetti terzi, adottando quindi ulteriori cautele nella gestione dei proventi dell’attività di spaccio. Le intercettazioni hanno, inoltre, restituito considerazioni degli stessi soggetti destinatari delle misure cautelari circa la durata dell’attività illecita, da loro indicata in alcuni dialoghi come protrassi per quasi 5 anni “indisturbata”. Per quanto attiene al modus operandi, le indagini hanno consentito di individuare almeno tre garage situati in diversi punti di Merano, formalmente riconducibili a soggetti terzi ma, secondo la ricostruzione investigativa,
nella disponibilità del gruppo e utilizzati per la custodia, il confezionamento e la movimentazione dello
stupefacente. Le attività di osservazione e pedinamento hanno consentito di documentare gli spostamenti degli indagati tra i diversi luoghi di custodia, nonché gli incontri con soggetti ritenuti acquirenti. Proprio in uno dei garage, in occasione dell’arresto del marzo 2026, sono stati rinvenuti, oltre alla cocaina sequestrata, anche involucri vuoti recanti residui di sostanza stupefacente. Gli elementi acquisiti hanno
consentito di ricostruire ulteriori cessioni per almeno 2 chilogrammi di cocaina. Tali elementi, valutati unitamente agli esiti dell’attività di osservazione, pedinamento, intercettazione e analisi dei dispositivi informatici, hanno contribuito a delineare la continuità e la sistematicità dell’attività di spaccio e la capacità del gruppo di mondificare le proprie modalità operative a seguito degli arresti nonché di delineare, secondo l’ipotesi accusatoria, una struttura organizzata con ruoli differenziati, comprendenti la funzione di organizzazione, custodia, confezionamento, e cessione al dettaglio dello stupefacente. Nonostante le particolari cautele adottate dagli indagati per rendere più difficili le attività di intercettazione e l’individuazione delle comunicazioni, ricorrendo all’utilizzo di utenze straniere o intestate a terzi, al traffico dati ed a dispositivi criptati, le intercettazioni hanno inoltre consentito di acquisire elementi relativi a quantitativi, qualità, prezzo della cocaina e modalità di consegna. Gli elementi raccolti nel corso delle indagini sono stati quindi sottoposti alla valutazione della Procura della Repubblica di Bolzano, che ha richiesto l’applicazione delle misure cautelari disposte dal G.I.P. In fase di esecuzione dei provvedimenti cautelari le Fiamme Gialle hanno anche eseguito 5 perquisizioni e sequestrato apparati cellulari, alcune dosi di cocaina e 2.300 euro in contanti, somma ritenuta provento dello
spaccio. L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti e nell’individuazione e ricostruzione dei relativi proventi illeciti. LA SPEZIA, LE FIAMME GIALLE E L’AGENZIA DELLE DOGANE DELLA SPEZIA IN PRIMA LINEA CONTRO IL TRAFFICO ILLEGALE DI SPECIE PROTETTE. In occasione del 4 ottobre, “Giornata Mondiale degli Animali”, dedicata alla riflessione sulla salvaguardia della fauna globale e sulla tutela della biodiversità, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli tracciano il bilancio di una costante e sinergica attività di contrasto al traffico illegale di specie protette dalla
Convenzione di Washington, nota come C.I.T.E.S. (Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora), entrata in vigore nel 1975. Nell’ambito del dispositivo di contrasto e repressione ai traffici illeciti di esemplari di fauna e flora protetti, militari appartenenti alla Squadra Operativa Cites del Gruppo della Guardia di finanza e funzionari del Reparto Antifrode dell’Ufficio delle Dogane della Spezia hanno effettuato, all’interno del porto cittadino, numerose
operazioni di sequestro nei confronti di soggetti italiani e stranieri, responsabili, a vario titolo, dell’importazione di specie animali e vegetali senza la regolare autorizzazione prevista dalla richiamata
convenzione internazionale.
Tra le attività di maggior rilievo vi è il sequestro di un corallo nero, appartenente all’ordine tassonomico delle
Antipatharie, di circa 60 gr., molto raro e ricercato in quanto cresce, prevalentemente, tra i 50 e gli oltre 300 metri sotto il livello del mare, sebbene alcune specie oceaniche possano spingersi fino a profondità abissali superiori ai 4.000 metri. Nel corso di un controllo eseguito su due container provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, sono stati individuati e sottoposti a sequestro numerosi prodotti in pelle che un brand italiano stava tentando di introdurre all’interno dell’Unione Europea per la successiva vendita in territorio svizzero, del valore economico di oltre 200.000,00 euro. Si tratta di articoli di abbigliamento importati in assenza della documentazione prevista dalla legge e, come accertato dalla perizia dell’esperto erpetologo, realizzati con pelli di rettili di varie specie protette, tra le quali il pitone reticolato (malayopython reticulatus) e il pitone delle rocce (python molurus bivittatus). Durante controlli su spedizioni contenenti effetti personali, nel mese di dicembre dello scorso anno è stato
sequestrato un dente di capodoglio (physeter macrocephalus) finemente lavorato con l’antica arte marinaresca, denominata scrimshaw e proveniente dagli Stati Uniti, mentre nel mese di agosto sono stati sottoposti a sequestro un cappello in pelliccia di ocelot e due paia di stivali in pelle di rettile sprovvisti delle necessarie certificazioni. Oltre agli articoli sopra descritti, la continua attività di monitoraggio effettuata sulle merci in transito ha
consentito di pervenire al sequestro di 93 souvenir in avorio originari dell’Africa ma provenienti dagli Stati Uniti
d’America (loxodonta africana), 95 articoli di abbigliamento e accessori in pelle di rettile, 1 corallo tipo tubipora musica, 1 corallo della famiglia fungiidae ed 1 conchiglia strombus gigas. Le operazioni si inseriscono nell’alveo delle attività istituzionali svolte, congiuntamente, dal Corpo della GdF e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito di un Protocollo d’Intesa che mira, attraverso l’assidua attività di analisi dei rischi e il monitoraggio dei flussi commerciali, a contrastare anche i traffici illegali di fauna e flora protetti e in via d’estinzione. FERMO, ATTIVITÀ DI PRESIDIO DELLA LEGALITÀ ECONOMICO–FINANZIARIA, DELLA GDF, NELLA PROVINCIA DURANTE IL PERIODO ESTIVO. I finanzieri del Comando Provinciale di Fermo, nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto degli illeciti economico-finanziari, hanno intensificato gli interventi in molteplici settori della missione istituzionale durante la scorsa estate. In particolare, i servizi svolti dalle Fiamme Gialle fermane hanno riguardato l’economia
sommersa, la trasparenza dei prezzi dei carburanti, la prevenzione e la repressione del traffico di droga nonché la
commercializzazione di prodotti contraffatti o non conformi agli standard di sicurezza. In totale, sono stati eseguiti 203 controlli strumentali al corretto adempimento degli obblighi fiscali, constatando
42 casi di irregolarità in materia di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati e dei
corrispettivi. Inoltre, sono stati scoperti 3 lavoratori in nero e 1 irregolare, elevando sanzioni nei confronti dei
relativi datori di lavoro per diverse migliaia di euro.
I controlli degli impianti di distribuzione carburanti hanno portato all’accertamento di irregolarità sulla trasparenza e sull’esposizione dei prezzi praticati ai clienti. Nello specifico, i riscontri hanno riguardato l’osservanza degli obblighi di comunicazione dei prezzi al Ministero delle Imprese e del “Made in Italy”, della loro corretta indicazione al pubblico, del regolare funzionamento dei sistemi di erogazione dei carburanti e della qualità dei prodotti erogati. Sistematiche sono state le attività di contrasto al traffico di stupefacenti, condotte con l’ausilio delle unità cinofile, in prossimità dei locali della movida notturna e degli altri luoghi con maggiore densità turistica,
specialmente, nei Comuni lungo il litorale. In totale, 66 sono stati gli interventi in esito ai quali 5 persone sono state deferite alla locale Procura, quali responsabili dello spaccio, e 52 segnalati alle competenti Prefetture per
l’adozione dei provvedimenti amministrativi. In tema di anticontraffazione marchi, di tutela della sicurezza prodotti e del diritto d’autore/Made in Italy, le Fiamme Gialle fermane hanno sequestrato oltre 1.400 articoli presumibilmente contraffatti e più di 600 prodotti non sicuri per violazione al “Codice del Consumo”, segnalando 5 soggetti all’Autorità Giudiziaria per
commercio di prodotti riportanti segni falsi.
Nell’assicurare il capillare presidio del territorio, le pattuglie “117” hanno rivolto particolare attenzione alle aree più “sensibili” della provincia, anche nell’ambito del dispositivo di controllo del territorio coordinato dalla locale Prefettura, identificando complessivamente 2.723 persone, 1.800 veicoli e contestando diverse infrazioni al “Codice della Strada”. Prosegue l’impegno della Guardia di Finanza di Fermo nella salvaguardia delle diverse forme di irregolarità
economico-finanziaria e nella tutela dei cittadini onesti e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. SASSARI, CREDITI D’IMPOSTA INESISTENTI E FATTURE FALSE. DUE DENUNCIATI E SEQUESTRI DELLA GDF, PER CIRCA 150.000 EURO – I militari della Compagnia di Porto Torres hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo per circa
150.000 euro, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Sassari, nei confronti di due
soggetti responsabili, in concorso tra loro, dei reati di utilizzo di crediti d’imposta inesistenti e di fatture false.
Il provvedimento cautelare, che ha portato al vincolo di conti correnti e beni immobili riconducibili agli indagati,
giunge al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sassari, derivanti
dall’esecuzione di una verifica fiscale. La Cooperativa sottoposta a verifica, infatti, ha usufruito del beneficio fiscale del credito d’imposta “Formazione 4.0”, maturabile dove vengano sostenute delle spese per la formazione del personale. Tuttavia, i finanzieri hanno
dimostrato che tali corsi non erano mai stati realmente eseguiti e che la documentazione esibita era del tutto fittizia. Sono state, inoltre, individuate fatture ricevute per la realizzazione di lavori di ristrutturazione di un immobile eseguiti da una società romana rivelatesi, poi, inesistenti, in quanto la Cooperativa non risulta essere intestataria di alcun immobile e la società che avrebbe eseguito i lavori non possiede nè, una sede operativa, nè, macchinari e/o materiale per la loro realizzazione. L’Autorità Giudiziaria che ha coordinato le indagini, stante il solido quadro indiziario fornito dai militari operanti, ha dunque ordinato di procedere al vincolo delle disponibilità finanziarie e patrimoniali della Cooperativa e dei due indagati, garantendo in tal modo gli interessi dell’Erario. In esito all’esecuzione della misura ablativa, sono state vincolate le giacenze sui conti correnti degli indagati e 3 immobili intestati agli stessi.
L’operazione rientra nel quadro dei compiti istituzionali che la Guardia di finanza conduce, quotidianamente, nella provincia per il contrasto dei fenomeni di illegalità economico finanziaria connotati da maggiore disvalore sociale e pericolosità, al fine di tutelare il sistema economico “sano” e la libera concorrenza. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, TENTANO DI RUBARE MATERIALE DA UN CAPANNONE INDUSTRIALE. DUE ARRESTATI DAI CARABINIERI. Stavano tentando di portare via un gruppo elettrogeno, un compressore ad aria e una bobina in rame da un capannone industriale, quando sono stati sorpresi dai Carabinieri e arrestati in flagranza. È accaduto ieri alle ore 23:30 circa, in via di Cervara. I due, un 44enne e un 37enne, entrambi italiani e già noti alle forze dell’ordine, si sono introdotti all’interno di un capannone industriale per poi tentare di asportare il materiale, per un valore complessivo di circa 4.000 euro. A far scattare l’intervento dei Carabinieri è stata una segnalazione giunta al 112. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono intervenuti sul posto e hanno sorpreso i due mentre erano ancora intenti a mettere a segno il furto, bloccandoli. La refurtiva è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. I due arrestati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, sono stati trattenuti in attesa del rito direttissimo. A segnalarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – In Italia, da Nord a Sud, per domani, ancora una giornata piacevole, come segnalato dagli esperti di meteorologia.
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