Il Tribunale di Potenza, Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Questura e della Procura Distrettuale, ha emesso un provvedimento di sequestro di prevenzione di beni immobili, di mobili registrati, di una attività commerciale e di conti correnti bancari ai fini della successiva confisca nella disponibilità diretta e indiretta di G.E.
Il provvedimento è stato emesso a seguito dell’attività di prevenzione e repressione dei patrimoni illecitamente accumulati svolta dalla Procura della Repubblica di Potenza e dalla locale Questura.
Gli accertamenti effettuati hanno permesso di formulare una proposta di misura di prevenzione patrimoniale e personale a firma congiunta del Procuratore della Repubblica, dott. Camillo Falvo e del Questore, dott. Raffaele Gargiulo, la cui esecuzione è stata affidata e curata dalla Questura di Potenza che in data di ieri, martedì 22 settembre, ha eseguito il sequestro.
Le indagini patrimoniali e gli accertamenti, esperiti da oltre un anno dalla Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Anticrimine della Questura, hanno evidenziato un quadro indiziario e di disponibilità patrimoniale complessiva in capo al soggetto ed ai suoi prestanome, superiore a quella che sarebbe stata consentita dal reddito dichiarato e dall’attività economica svolta, la cui dismisura, accertata anche a mezzo di incrocio di dati, di verifiche dei flussi finanziari, di verifiche delle dichiarazioni dei redditi e di accertamenti sul posto, ammonta a circa 250.000 euro.
Tra i beni sequestrati vi è un’attività commerciale del capoluogo, ubicata nei pressi di via del Gallitello, ritenuta, a livello di gravità indiziaria, anche luogo utilizzato per lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Infatti, il destinatario del provvedimento di sequestro patrimoniale, è anche gravemente indiziato in un procedimento penale relativo ad indagini sul traffico di sostanze stupefacenti ed è, sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari.
Come informato in redazione dagli investigatori, i beni sequestrati (immobile, attività commerciale, beni mobili registrati, conti correnti e oggetti preziosi), sono stati affidati ad un custode giudiziario, il quale riferirà al Tribunale per le successive valutazioni alla confisca.
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