Le investigazioni hanno permesso di delineare gravi elementi indiziari a carico dei predetti ritenuti responsabili di aver violato la norma ex art. 12 del d.lgs. n. 286/1998, perché, in violazione delle disposizioni contenute nel medesimo decreto legislativo, in qualità, rispettivamente, di comandante e personale di bordo di un peschereccio, battente bandiera tunisina, hanno compiuto atti diretti a procurare illegalmente l’ingresso nel territorio nazionale di 10 migranti, di nazionalità tunisina, trasportandoli dalla Tunisia sino alla coste dell’isola di Lampedusa, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di trarne profitto e di aver trasportato più di 5 persone.
In particolare, lo scorso 16 settembre, in prossimità dell’isola di Lampedusa, 5 tunisini, alla vista di una motovedetta della locale Guardia Costiera, si sono lanciati in mare dal peschereccio e, immediatamente, venivano soccorsi dal personale operante.
Successivamente, altri tunisini, che si trovavano già a bordo del peschereccio, sono stati rintracciati sull’isola di Lampedusa e, pertanto, due unità navali del Corpo della Guardia di Finanza in servizio di Polizia ed una vedetta della Guardia Costiera hanno proceduto all’inseguimento ed all’intercetto del motopesca che,veniva condotto in porto per i successivi approfondimenti.
L’attività d’indagine, svolta mediante l’escussione a sommarie informazioni dei migranti giunti sull’isola, ha consentito di accertare che gli indagati, previo pagamento di un corrispettivo pari a 10.000 dinari tunisini, avevano provveduto al trasporto di 10 migranti dalla località di Monastir (Tunisia), al fine di lasciarli in prossimità dell’isola di Lampedusa.