Accusate di furti e rapine, 17 persone sono state tratte in arresto dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli.
L’indagine, intrapresa nel mese di settembre 2024, a seguito di una rapina in abitazione, commessa nel quartiere Nomentano, a Roma, e conclusa nel mese di aprile 2025, è stata condotta con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, telecamere investigative e analisi di tabulati telefonici nonché mediante numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, ha consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine all’esistenza di un gruppo criminale, composto da cittadini di etnia rom, gravitanti presso il campo nomadi di via dei Gordiani, dediti alla commissione di azioni predatorie in abitazioni nonché in esercizi commerciali.
Gli indagati, dimoranti in Italia, senza fissa dimora e con precedenti, sono gravemente indiziati, a vario titolo, di essere i responsabili di almeno 46 episodi accertati tra furti e rapine, oltre, in alcuni casi, ai correlati reati di sequestro di persona, ricettazione, danneggiamento e incendio.
15 uomini indagati sono stati assicurati presso le case circondariali di Roma e Rieti, dove alcuni risultavano già ristetti, poichè, destinatari di misure detentive nell’ambito di analoghi procedimenti.
Indagate anche 2 donne, sottoposte alla misura degli arresti domiciliari con controllo elettronico ed un indagato minorenne condotto presso l’Istituto di detenzione per minori “Virginia Agnelli” della Capitale.
Le misure cautelari personali notificate, si aggiungono agli ulteriori 11 provvedimenti restrittivi (7 fermi di indiziato di delitto, 1 arresto in flagranza di reato e 2 ordini di carcerazione per esecuzione pena), già adottati nel corso dell’indagine dagli stessi Carabinieri per frenare la pericolosa scia di violenza registrata, sebbene gli indagati non abbiano, poi, esitato a riorganizzarsi con estrema velocità, arruolando nuove leve.
Le investigazioni dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Parioli, dirette dalla Procura di Roma sono state orientate a contrastare anzitutto il fenomeno delle rapine in abitazione, destante particolare allarme sociale, negli episodi emersi ad essere spesso coinvolti sono stati anziani, svegliati di soprassalto, oppure sorpresi mentre guardavano la tv, minacciati, in una circostanza anche con una pistola, e costretti a consegnare tutto quello che possedevano.
Si è trattato di aggressioni, perlopiù in ore pomeridiane o serali, che hanno dimostrato come gli autori non avessero timore di entrare in azione correndo il rischio di trovare le malcapitate vittime all’interno degli appartamenti. In alcuni casi, gli indagati, avvalendosi di potenti autovetture, prese in locazione con contratti intestati a prestanome, oppure di veicoli appositamente rubati, sono indiziati di aver commesso finanche “tre colpi” in un solo giorno, dimostrandosi letteralmente pronti a tutto pur di ricavare l’ingiusto profitto, consistente in denaro contante, monili e beni di valore di ogni genere.
Tra gli episodi contestati vi sono, oltre a decine di furti nelle abitazioni insistenti nei quartieri residenziali di Roma e provincia, ove gli indagati si introducevano mediante effrazione di grate e porte finestre, svariate rapine in abitazione, tra le quali ai danni di un’anziana signora del quartiere Eur, picchiata e ricoverata in ospedale, ai danni di un’ulteriore anziana residente nel quartiere Trieste, che dopo essere stata rapinata è stata chiusa per quasi due ore all’interno della propria abitazione, nonchè, in danno un giovane ragazzo, colto all’interno della propria abitazione di Torre Spaccata mentre riposava in orario mattutino e forzato a consegnare i propri averi dietro minaccia di un coltello.
Diversamente, alcuni degli indagati, di notte, sono indiziati di aver compiuto furti in danno di esercizi commerciali quali sale giochi o bar/tabacchi, perlopiù insistenti nel quartiere Casilino, dove sono state asportate macchine cambiamonete, contenenti migliaia di euro, successivamente trasportate presso il campo nomadi, ove venivano aperte con “scasso” e, poi, trafugate.
In un caso, invece, è stato registrato l’episodio del furto di una supercar, ancora vincolata sulla bisarca prima di essere consegnata ad un concessionario, che è stata successivamente incendiata per disperdere le tracce dopo essere stata utilizzata per scopi illeciti.
Vi è, infine, un ulteriore episodio che si ipotizza essere stato compiuto dalla banda, relativo ad una rapina presso un supermercato della provincia di Roma, dove gli autori asportavano l’incasso, consistente in svariate migliaia di euro, minacciando il personale addetto.
Nell’occasione sono emersi gravi elementi indiziari in ordine al fatto che il colpo fosse stato organizzato nei minimi dettagli con la regia telefonica di un uomo di etnia rom, detenuto nel carcere Regina Coeli.
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