CRONACA – PORDENONE, LA DROGA VIAGGIAVA IN AUTO. SEQUESTRATI 4 ETTI DI HASHISH. LA GDF ARRESTA UNO STRANIERO – I finanzieri del Comando Provinciale di Pordenone hanno arrestato un cittadino marocchino per la detenzione a fini di spaccio di 4 etti di hashish.
Durante un ordinario servizio di controllo economico del territorio, svolto in località Fiume Veneto (PN), i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pordenone hanno fermato e controllato un’auto su cui viaggiavano tre stranieri, un marocchino, un kosovaro e un ghanese, residenti nel pordenonese. Insospettiti dal forte stato di agitazione dei fermati, i militari ne hanno ispezionato i bagagli, rivenendo, nel marsupio del kosovaro, 16 grammi di hashish, e, negli effetti del marocchino, 4 involucri con complessivi 387,5 grammi di hashish, oltre a 2 bilancini e contanti per € 510. Per scongiurare l’occultamento, presso le rispettive abitazioni, di ulteriore droga, le Fiamme Gialle, ne hanno eseguito la perquisizione, rinvenendo, nella disponibilità del marocchino, materiale per il confezionamento dello
stupefacente. Il nordafricano è stato arrestato per spaccio di sostanze stupefacenti mentre il cittadino kosovaro è stato segnalato alla Prefettura di Pordenone per uso personale di droghe. Il Tribunale di Pordenone ha convalidato l’arresto dell’uomo, convertendolo nella misura cautelare dell’obbligo di dimora e di firma. Con tale intervento, la Guardia di Finanza conferma il suo impegno a mantenere un saldo presidio di legalità,
contrastando gli illeciti commessi in danno della sicurezza e salute delle persone. PORDENONE, IMPIEGA, IN 3 ANNI, 22 LAVORATORI IN NERO E 25 IRREGOLARI. LA GDF
SANZIONA PER QUASI 500.000 EURO UN’AZIENDA VITIVINICOLA. I finanzieri del Comando Provinciale di Pordenone hanno scoperto, nel Friuli Occidentale, un’azienda vitivinicola che, nel periodo 2020/2023, ha impiegato 22 lavoratori “in nero” e 25 irregolari. Le sanzioni contestatele vanno da un minimo di € 82.800 ad un massimo di € 496.800.
Nel corso dell’ordinario controllo economico del territorio, le Fiamme Gialle della Tenenza di Spilimbergo hanno analizzato la posizione di un’azienda attiva nelle “colture viticole e viti-vinicole” della zona di Rauscedo, riscontrandovi la presenza di evidenti criticità in ordine al numero dei lavoratori impiegati.
L’indagine, eseguita analizzando la documentazione contabile, extracontabile e bancaria reperita in sede di accesso, ha, infatti, fatto emergere che, nel periodo 2020/2023, l’azienda aveva eseguito numerosi pagamenti, con assegni e/o bonifici bancari, a favore di 47 persone, solo in parte, però, regolarmente assunte. I successivi approfondimenti, effettuati, anche attraverso l’audizione degli interessati, hanno permesso di individuare 22 lavoratori “in nero”, pagati per aver prestato la propria opera senza la preventiva comunicazione di assunzione al Centro per l’Impiego, e 25 lavoratori irregolari, i quali, pur regolarmente assunti, avevano ricevuto corposi “fuori busta” a fronte delle maggiori ore prestate rispetto a quelle indicate nel contratto. Per le violazioni rilevate, i militari hanno contestato la c.d. maxi sanzione con diffida, che va, relativamente al periodo oggetto di controllo, da un minimo di € 82.800 ad un massimo di € 496.800. Ad essa si abbina la contestazione della mancata esecuzione e versamento di ritenute alla fonte per € 41.561,80. Dall’inizio dell’anno le Fiamme Gialle del Friuli Occidentale hanno scoperto 156 lavoratori “in nero” e 67 irregolari, più di 1,5 al giorno, sanzionando 102 datori di lavoro, per 36 dei quali è stata proposta la sospensione dell’attività. Il controllo economico del territorio assicurato dalla Guardia di Finanza è finalizzato a tutelare i lavoratori e l’imprenditoria onesta, garantendo: ai primi, il rispetto delle regole alla base di ogni rapporto di impiego e, ai secondi, l’esistenza di un mercato competitivo al cui interno operare in condizioni di leale concorrenza. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, TOR BELLA MONACA, MOGLIE E 2 FIGLI OSTACOLANO IL LAVORO DEI CARABINIERI CHE AVEVANO FERMATO IL CAPOFAMIGLIA. Ieri sera, transitando in largo F. Mengaroni, i Carabinieri della Stazione di Tor Bella Monaca hanno notato un uomo armato di katana e sono intervenuti. Alla vista dei militari, l’uomo, poi identificato in un 59enne romano, ha minacciato di usare l’arma nei loro confronti opponendo anche resistenza nel corso del controllo, tentando di mordere uno dei Carabinieri. L’uomo è stato poi disarmato e bloccato con l’ausilio di un’altra pattuglia dei Carabinieri della Stazione Roma Tor Bella Monaca e oltre alla katana è stato trovato in possesso anche di un coltello a serramanico, occultato nel marsupio. Nel corso delle operazioni il figlio dell’uomo, 37enne romano, si è avvicinato e ha spintonato violentemente i Carabinieri per tentare di favorire la fuga del padre ma è stato anche lui bloccato. Quando i fermati erano assicurati nell’autoradio dei Carabinieri, sono intervenute anche due donne, una 19enne e una 35enne, figlie e sorelle dei due, che hanno minacciato i Carabinieri e hanno tentato di aprire le portiere per permettere a padre e figlio di uscire e allontanarsi. Padre e figlio sono stati arrestati e condotti presso le aule di piazzale Clodio per l’udienza di convalida mentre le due donne sono state denunciate. A segnalarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – In Italia, per la giornata di domani, tempo in miglioramento da Nord a Sud, come segnalato da “Il Meteo“.
Rocco Becce
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Direttore Editoriale



