Nelle province di Bologna, Taranto, Bari, Foggia, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Taranto, supportati in fase esecutiva dei Comandi Arma territorialmente competenti, nonchè, dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Puglia“, del “6° Elinucleo Carabinieri” di Bari e del “Nucleo Cinofili” di Modugno, all’alba di oggi, lunedì 12 maggio, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Lecce – Sezione G.I.P. nei confronti di 13 persone di cui 10 destinatarie della custodia cautelare in carcere e 3 agli arresti domiciliari.
Tutti i fermati, sono indiziati, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
L’indagine, avviata nel ottobre del 2022, dal personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Taranto, coordinata dalla Procura della Repubblica di Taranto e dalla “DDA” (Direzione Distrettuale Antimafia) di Lecce, ha consentito di individuare e disarticolare un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, di tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana, delineandone ruoli e compiti dei singoli sodali, attiva dalla fase di approvvigionamento sino alla gestione delle piazze di spaccio nei comuni di Taranto, Ginosa, Laterza, Montescaglioso (MT) e Molinella (BO).
Uno dei pregiudicati al vertice dell’associazione, in concorso con altri intermediari del luogo, avrebbe reclutato braccianti agricoli magrebini, romeni e italiani sottoponendoli a sfruttamento e a condizioni di lavoro degradanti.
I lavoratori, impiegati, senza il diritto del turno di riposo settimanale, su terreni di diverse aziende agricole della provincia jonica, ingaggiati senza alcun regolare contratto di lavoro, sarebbero stati costretti a prestare la loro opera in assenza delle elementari norme igienico-sanitarie, con una retribuzione nettamente inferiore a quella prevista dal contratto di lavoro nazionale, parte della quale, in alcuni casi, sarebbe stata corrisposta mediante cessione di sostanze stupefacenti o, in altri casi, il lavoro nero veniva imposto per saldare debiti accumulati dall’acquisto di sostanze stupefacenti.
Durante le attività, svolte attraverso articolate e attuali metodologie investigative di natura tecnica, i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato anche circa un chilo di droga, tra cocaina e eroina, oltre a sostanze da taglio e materiale vario per il confezionamento dello stupefacente.
Nel corso delle perquisizioni domiciliari, uno degli indagati, è stato trovato in possesso di 1,56 kg. di hashish, 560 gr. di marijuana, 35 gr. di cocaina, un bilancino di precisione, materiale vario per il confezionamento delle dosi e della somma contante di euro 1.550,00, ritenuta provento dell’attività di spaccio.
Gli arrestati sono stati tradotti nelle carceri di Taranto, Bari e Foggia, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
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