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Avigliano, bambino autistico escluso da un centro estivo

Purtroppo, ancora notizie negative in arrivo nella nostra redazione e, di cosa più vogliamo meravigliarci.

A scriverci è A.T., di cui ci siamo già occupati altre volte, una donna che ancora è stata messa in disparte dai nostri politici che, invece, dovrebbero aiutare chi vive situazioni di questo tipo.

Accade da Nord a Sud e questa volta in Basilicata, ad Avigliano, nel potentino.

Si tratta di un bimbo autistico di 9 anni, nelle foto, che, per motivi da approfondire, è stato escluso da un centro estivo del posto, ma che, fortunatamente, è stato accolto in un altro.

È la madre, una donna della cittadina lucana, a raccontare ciò accaduto.

“Avevo chiesto ad un centro estivo di Avigliano, situato presso il locale Palazzetto dello Sport, che ha iniziato la sua attività il 26 giugno e la concluderà il prossimo 26 agosto, di accogliere mio figlio. Gli organizzatori mi avevano dato la massima disponibilità affinchè potesse frequentarlo e nessuno venisse escluso. Sono stati promessi incontri per conoscere il bimbo, farlo familiarizzare con il nuovo ambiente, si era parlato di pacchetti personalizzati di una settimana e sembrava tutto ben predisposto, ma, invece, non si è fatto proprio nulla. Solo parole. Intanto, a breve, il centro terminerà le attività e mio figlio non è andato un solo giorno. Al mio bambino, praticamente, non è stato riconosciuto un diritto tanto importante quanto banale, quello di poter partecipare alle attività in programma con altri suoi coetanei. Si parla e si scrive tanto di inclusione, di esaltazione della diversità e, poi, invece perchè venga garantito un diritto bisogna lottare quotidianamente e per di più senza alcun esito”.

È quanto spiegato da una donna molto affranta da questa storia che avremmo preferito non raccontare, che aggiunge quanto segue.

“Da mamma mi chiedo il perchè? Sì è forse figli di un Dio minore? Sono rimasta alquanto sconcertata. Si è lasciato da parte un disabile, lo si è escluso, perchè, forse, secondo loro non è in grado di stare con gli altri. È questa la società in cui viviamo, dove a chi sta bene viene garantito tutto mentre chi ha delle difficoltà viene escluso? Voglio ancora credere di no e sperare fortemente che non sia mai più così. Mi auguro che questo mio racconto serva da monito alle tante mamme che magari non hanno il coraggio di denunciare questi soprusi perchè ricordiamo che la violenza non è solo fisica ma è anche psicologica e fa male, molto male”.

Non ci sono parole e non è la prima volta che accadono di certe situazioni, poi, noi, siamo sempre pronti ad aiutare chi, come questa volta, si trova in serie difficoltà.

Speriamo soltanto che chi ha sbagliato paghi, ma al più presto, per tutto questo.

Noi saremo sempre dalla parte dei cittadini e mai vicini alla politica che non hanno mai fatto chiarezza su tutto ciò che avviene nel nostro Paese ridotto davvero allo schifo.

Quante notizie di questo tipo e non solo, mai considerate da molti nostri politici che leggono, ma che ovviamente restano, tutti, in silenzio.

Davvero complimenti a tutti voi!

Rocco Becce

DI Rocco Becce

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Direttore Editoriale