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Salerno, giornata di festa nel ricordo dell’attrice Annabella Schiavone


L’attrice salernitana Annabella Schiavone, scomparsa all’età di 56 anni, all’apice della sua carriera, il 29 novembre del 1989, a causa di un male incurabile, è stata una grande interprete del Teatro e della commedia all’italiana.

Per lunghi anni è stata protagonista della vita culturale della sua città e il pubblico l’ha sempre amata.

Domani, lunedì 2 dicembre, in Campania, a Salerno, è stata organizzata una giornata di grande festa, con l’intitolazione, alle ore 19.00, del Teatro “Annabella Schiavone“, un progetto, al quale la Chiesa crede profondamente, come testimonia la presenza alla cerimonia di S. E. l’Arcivescovo mons. Andrea Bellandi, che, per l’occasione, alle ore 18.00, celebrerà una Santa Messa in suffragio della donna, nella parrocchia Sant’Eustachio Martire nel rione Pastena.

Oltre ai familiari, attori, personalità del mondo dello spettacolo, autorità civili e militari, all’evento saranno presenti il sindaco della città campana, Vincenzo Napoli, l’assessore alla Cultura, Antonia Willburger, le compagnie teatrali e le associazioni culturali del territorio, in una serata presentata dall’artista Gaetano Stella, legato all’attrice da un lungo sodalizio artistico, per scoprire la targa celebrativa a lei dedicata.

Annabella Schiavone, come informa una nota stampa inviata in redazione dal “Codacons Campania“, che collabora all’organizzazione, inizia la sua carriera in Teatro, con la locale Compagnia della famiglia, “Tina Trapassi”, e in seguito recitando, tra gli altri, con Eduardo De Filippo nella commedia “De Pretore Vincenzo“, del 1957.

Negli anni ottanta esordisce nel cinema, partecipando a numerosi film cult della commedia all’italiana del periodo, come “Vieni avanti cretino“, di Luciano Salce, “Sapore di mare“, di Carlo Vanzina, “7 chili in 7 giorni”, di Luca Verdone e “Il piccolo diavolo“, di Roberto Benigni.


Inoltre, nella serie televisiva “I ragazzi della 3a C“, interpreta il ruolo della signora Zampetti e, in pochi anni, divenne una delle più affermate caratteriste del cinema italiano, con partecipazioni in film come “Sapore di mare 2, un anno dopo“, “Al bar dello sport“, “Acapulco, prima spiaggiaa sinistra” e “Zero in condotta“.

Nel 1984 venne scelta da Mario Monicelli, per “Bertoldo, Bertoldino eCacasenno“.

Nel 1984 lavorò anche con Stefano Vanzina, in “Mi faccia causa“, nel 1985, con Sergio Corbucci, in “Sono un fenomeno paranormale” e, nel 1988, con Roberto Benigni, ne “Il piccolo diavolo“.

“Eduardo, Monicelli, Vanzina, Verdone, Benigni, i grandi della nostra comicità, hanno intuito da subito il valore di Annabella, quella buffa e straordinaria capacità di rendere, così, umano e irresistibile ogni suo personaggio. Il pubblico l’ha amata perchè era autentica, la sua comicità era vivace perchè sostanziata dalla lunga gavetta, ma sopratutto, dal grande cuore e dalla nobile personalità”.

Questo è il ricordo di don Nello Senatore, parroco della chiesa di Sant’Eustachio Martire e promotore della cerimonia di intitolazione del Teatro alla grande attrice.

“L’idea di intitolarlo ad Annabella Schiavone – spiega il sacerdote – nasce dal desiderio di rendere vivo il ricordo della grande artista salernitana, scomparsa purtroppo all’apice della carriera e forse dimenticata troppo in fretta. È guidati dal suo dolce ricordo che vogliamo, oggi, intraprendere questo nostro cammino, dedicandole questo spazio con un percorso di formazione e rinascita attraverso la nobile arte del Teatro”.

Una personalità straordinariamente ricca, capace di ispirare il percorso che, nella visione di don Nello Senatoredon Emanuele Andaloro, don Alfonso Santamaria e della comunità parrocchiale, dovrà coniugare, sin dall’esordio, arte e spiritualità, impegno sociale e creatività, il gioco serio del Teatro potrà dare speranza e vita, un volto nuovo a un’area periferica della città che, troppo spesso, è relegata ai margini, vittima dell’indigenza e del disagio sociale.

Nel corso della cerimonia, gli ospiti presenti, potranno gustare il piatto tipico della cucina di Annabella, romantico connubio tra le origini calabresi della madre e la nativa e l’amatissima costiera salernitana.

Redazione



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