Il ministro dell’Interno, Marco Menniti, alla Camera dei Deputati, ha risposto nel pomeriggio a interrogazioni parlamentari sull’applicazione del regolamento di Dublino III, sulle misure di contrasto adottate per prevenire il terrorismo e gli sbarchi attraverso nuove rotte e sulle attività di gruppi che si richiamano a ideologie xenofobe e neonaziste.
Gli sbarchi sulle coste italiane, soprattutto a partire da luglio 2017, hanno registrato quest’anno un “decremento complessivo di oltre il 33% rispetto allo stesso periodo del 2016”.
Si registra, invece, un progressivo incremento degli sbarchi sulle coste della Sardegna di cittadini provenienti dall’Algeria: 343 nel 2015, 1.225 nel 2016, 1.929 nel 2017.
La crescita, tuttavia, non fa ritenere, al momento, che si tratti di rotte nuove o alternative, ma del rafforzamento di rotte già esistenti.
Non sembrano, inoltre, emergere elementi che possano far pensare a un aumento degli sbarchi di cittadini di nazionalità tunisina presso le isole Pelagie e lungo la costa agrigentina.
“I migranti provenienti dalla Tunisia – ha precisato Minniti – rappresentano il 5% degli arrivi, quelli dall’Algeria si attestano sul 2% del totale. Le procedure di rimpatrio, grazie agli accordi con la Tunisia, sono state semplificate, nel 2017 sono stati rimpatriati 2.193 stranieri, il 34% in più rispetto al 2016 e l’85% in più rispetto al 2015. Il possibile rischio di infiltrazioni criminali o terroristiche nel flusso dei migranti che sbarcano sulle nostre coste ha indotto, già dallo scorso ottobre, ad attuare uno specifico piano operativo di pattugliamento aereonavale a cui partecipano la Guardia di Finanza, la Marina militare, le capitanerie di porto e Frontex, in raccordo con le autorità algerine e tunisine”.
Inoltre, negli hotspot, vengono identificati quasi la totalità dei migranti sbarcati e sono state adottate linee guida per effettuare verifiche più approfondite e per prevenire infiltrazioni di soggetti radicalizzati.
Redazione
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