Oggi, alle ore 20:30, a Matera, nella Sala “Sigillino” Le Monacelle, la sezione “Interpretazioni” di “VivaVerdi Multikulti” ospita il concerto del Trio Voces, formato da Flavio Danilo Maddonni al violino, Fabio De Leonardis al violoncello e Roberto De Leonardis al pianoforte.
L’appuntamento, chiude il calendario della 30esima edizione della rassegna ideata e prodotta da Arterìa – Associazione d’arte e cultura Aps di Matera, intitolata “oi diálogoi”.
Il dialogo della serata è quello a tre voci del trio con pianoforte, che attraversa tre secoli di musica, dal Classicismo viennese al tango argentino del Novecento.
Un programma da Vienna a Buenos Aires
Il concerto si apre con il Trio in re minore KV 442 (Allegro – Andantino: Tempo di Minuetto – Allegro) di Wolfgang Amadeus Mozart.
È una pagina rimasta incompiuta.
Non esiste, infatti, un “Trio KV 442” scritto di getto da Mozart. Ciò che ascoltiamo è il risultato di tre abbozzi autonomi, lasciati incompiuti e destinati al pianoforte, al violino e al violoncello. Mozart li tracciò in momenti diversi, tra la metà degli anni Ottanta e i primi Novanta del ‘700.
Mozart ne lasciò solo alcuni frammenti e a ricomporli in un trio, dopo la sua morte, fu l’abate Maximilian Stadler, musicista della cerchia viennese del compositore.
La tonalità è quella di re minore, che nel catalogo mozartiano segna alcuni dei momenti più drammatici, dal Concerto per pianoforte K. 466 al Requiem.
I tre tempi indicati in programma alternano il passo teso dell’Allegro iniziale alla grazia più danzante dell’Andantino in tempo di minuetto, prima dell’Allegro conclusivo.
Il primo Allegro, in Re minore, ha un’urgenza quasi teatrale; l’Andantino in Tempo di Minuetto si muove con grazia più distesa; il finale Allegro chiude con un’energia chiara e risoluta.
È una ricostruzione, certo, ma costruita su materiale autentico e pensato fin dall’inizio per questa formazione.
Si prosegue con il Trio per archi e pianoforte in do minore op. 1 n. 3 (Allegro con brio – Andante cantabile con variazioni – Menuetto: Quasi Allegro – Finale: Prestissimo) di Ludwig van Beethoven.
È l’ultimo dei tre trii pubblicati nel 1795 come op. 1, con cui il giovane autore, che aveva poco più di vent’anni quando lo compose, si presentò al pubblico viennese, ed è il più drammatico.
La tradizione racconta che Haydn avesse dubbi sull’opportunità di stamparlo e che Beethoven ne restasse offeso.
L’Allegro con brio d’apertura ha una tensione nervosa.
Il cuore del trio è l’Andante cantabile con variazioni in mi bemolle maggiore, pagina di canto disteso e di scrittura ricca.
Il Menuetto quasi allegro sta più vicino allo scherzo che alla danza di corte. Il Finale Prestissimo riporta il clima scuro dell’inizio in una corsa inarrestabile che termina in un’affermazione luminosa in Do maggiore.
Beethoven considerava questa composizione la più riuscita dei tre trii, e anni dopo l’avrebbe trasformata anche in un quintetto d’archi.
La serata si chiude con Le Quattro stagioni porteñas (Primavera Porteña – Verano Porteño – Otoño Porteño – Invierno Porteño) di Astor Piazzolla.
Nascono come brani separati, composti tra il 1965 e il 1970 per il suo quinteto, formato da bandoneón, violino, pianoforte, chitarra elettrica e contrabbasso, e solo in seguito sono state ascoltate come un ciclo.
Il titolo strizza l’occhio a Vivaldi.
Il clima è quello del nuevo tango, con il ritmo della città che passa attraverso il jazz e la tradizione colta.
Il tango arriva, così, in una sala da concerto, in un dialogo tra mondi che riflette il titolo dell’edizione.
La versione per violino, violoncello e pianoforte è un adattamento, firmato soprattutto da José Bragato, violoncellista e collaboratore di Piazzolla.
In questa veste, le quattro stagioni di Buenos Aires conservano tutta la loro forza, la Primavera leggera e contrappuntistica, il Verano caldo e ritmico, l’Otoño malinconico, l’Invierno intenso e drammatico.
Non è scrittura originale per trio, ma una trascrizione che sa rendere il tango porteño intimo, virtuosistico e immediatamente riconoscibile.
Gli interpreti della serata
Flavio Danilo Maddonni, violinista, violista e direttore d’orchestra, ha studiato al Conservatorio di Bari e alla Scuola di Musica di Fiesole e svolge un’intensa attività solistica e cameristica. Ha suonato con l’Orchestra Giovanile Italiana, l’Orchestra Cantelli, l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, l’Orchestra Internazionale d’Italia e l’Orchestra del Teatro Petruzzelli. Come prima parte e violino di spalla è stato diretto da C. M. Giulini, S. Accardo, D. Renzetti, L. Jia, R. Chailly, D. Gatti, P. Maag, Y. Sado, G. Noseda, U. Schirmer e M. Rostropovič. Si è esibito in Italia e all’estero, tra Svezia, Germania, Bolivia, Argentina, Ecuador, Turchia, Austria, Tunisia, Francia, Spagna, Repubblica Ceca, USA, Messico, Cina, Giappone e Russia. Ha diretto l’orchestra sinfonica “Mercadante” e l’orchestra “La Bottega dell’Armonia”, anche al Festival Internazionale di Belfort e alla Rosslyn Hill Chapel di Londra. Ha inciso per la Nuova Era, Sony e RAI Trade e ha registrato per BBC Television, Radio France, Fox Television, Bolivisión e RAI. È titolare di cattedra al Conservatorio “N. Rota” di Monopoli.
Fabio De Leonardis, violoncello, è nato a Brindisi. Ha iniziato lo studio dello strumento in giovanissima età e si è diplomato al Conservatorio di Bari con il maestro Paternoster. Si è perfezionato in Italia con Sergio Patria, Arturo Bonucci e Michael Flaksman e in Spagna con Elias Arizcuren. Ha collaborato con importanti orchestre sinfoniche e da camera, spesso come primo violoncello, tra cui l’Orchestra della Provincia di Bari, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l’Orchestra da Camera di Bologna, l’Orchestra Kammermusik di Napoli, l’Ente Concerti Marialisa de Carolis di Sassari e l’Orchestra della Magna Grecia di Taranto. Come solista ha eseguito i concerti di Lalo, Saint-Saëns, Elgar e i due concerti di Haydn. Ha suonato in tutta Italia e in tournée in Francia, Spagna, Austria, Germania, Olanda, Malta, Argentina e Giappone. È titolare della cattedra di musica da camera del Conservatorio di Musica di Lecce.
Roberto De Leonardis, pianista, docente e operatore culturale, si è formato al Conservatorio di Bari con Benedetto Lupo, diplomandosi con il massimo dei voti, lode e menzione speciale del Ministero della Pubblica Istruzione. Ha proseguito con Aldo Ciccolini, ottenendo il diploma triennale dell’Accademia Internazionale di Musica “L. Perosi” di Biella, e con Pierluigi Camicia, Marisa Somma, Piero Rattalino e Sergei Dorensky. Tiene concerti in Italia e all’estero, tra Austria, Francia, Germania, Grecia, Malta, Spagna, Russia e Giappone, da solista, in formazioni cameristiche e in orchestra, e ha maturato esperienza come maestro collaboratore e preparatore di cantanti lirici. Ha ricoperto incarichi di direzione artistica e musicale in produzioni e festival ed è spesso invitato nelle giurie di concorsi pianistici. Ha insegnato nei Conservatori di Trapani e Monopoli, dove è stato direttore dal 2015 al 2021, ed è oggi titolare della cattedra di Pianoforte principale al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. È presidente dei Nuclei di Valutazione di importanti Conservatori italiani e iscritto ai principali Albi degli Esperti del sistema AFAM. Ha inciso per la RAI e ha pubblicato trascrizioni, tra cui Sconcerto di Armando Trovajoli, commissionata dallo stesso compositore.
Informazioni e contatti
Il biglietto intero costa 10 euro, ridotto 7 euro per studenti e soci, 5 euro per i bambini dai 7 ai 12 anni.
È disponibile anche l’abbonamento carnet da 10 appuntamenti a scelta, esclusi i concerti evento, a 80 euro (intero), 60 euro (ridotto studenti e soci) e 30 euro (bambini 7-12 anni).
L’ingresso è gratuito per le persone con disabilità e per i loro accompagnatori.
I biglietti sono acquistabili online sul sito arteriamatera.it e in prevendita fisica presso la Cartoleria Montemurro, in via delle Beccherie 6G a Matera. Informazioni: ticket@arteriamatera.it e amministrazione@arteriamatera.it.
Il programma completo del trentennale è consultabile al link bit.ly/WVM26.
VivaVerdi Multikulti 2026, prodotto da Arterìa – Associazione d’arte e cultura Aps di Matera, con la direzione artistica di Loredana Paolicelli e la consulenza artistica internazionale di Alessandro Moccia.
La rassegna, che nel 2026 celebra il trentennale con il titolo οἱ διάλογοι, oi diálogoi, è cofinanziata dal Ministero della Cultura, Direzione generale Spettacolo dal vivo, dalla Regione Basilicata e dal Comune di Matera, con il sostegno della Fondazione Carical e della Fondazione Matera-Basilicata 2019, e con la collaborazione della Fondazione Le Monacelle ETS di Matera.
Direttore Editoriale
