CRONACA – FIRENZE, CONFISCATA VILLA, AUTORIMESSA E TERRENI UBICATI IN PROVINCIA DI SIENA PER UN VALORE DI CIRCA 600.000 EURO RICONDUCIBILI AD UN
PRESTANOME CONTIGUO ALLA ‘NDRANGHETA – Il Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di
Firenze con il supporto del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) del Nucleo di Polizia
Economico-Finanziaria di Reggio – Calabria e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata
(S.C.I.C.O.), ha dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale
di Reggio Calabria, su proposta di questa Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio-Calabria, con cui è stata disposta la confisca di una villa, di un’autorimessa e di terreni di oltre 900 mq. ubicati in provincia di Siena, del valore di circa 600.000 euro, riconducibili ad un prestanome contiguo alla ‘Ndrangheta, cosca “Tegano-De Stefano”. Le indagini economico-patrimoniali condotte dai finanzieri hanno fornito al Tribunale della Prevenzione di Reggio-Calabria elementi sufficienti per configurare nei confronti del “proposto” indizi di pericolosità sociale. La misura di prevenzione patrimoniale eseguita, giungendo all’esito dei ricorsi presentati e del contradditorio con il “proposto” e i cd. “terzi interessati”, costituisce conferma dell’originaria ricostruzione patrimoniale e delle ulteriori osservazioni della Guardia di Finanza, formulate successivamente ai sequestri operati ad aprile 2025 su disposizione dello stesso Tribunale di Reggio Calabria. Il procedimento non ha ancora assunto carattere di definitività e la persona destinataria del provvedimento potrà far valere le ragioni a sua difesa nell’ambito della procedura prevista dal “Codice Antimafia”. ASCOLI PICENO, LA GDF SEQUESTRA 72 E–BIKE CONTRAFFATTE E NON SICURE, PRONTE AD ESSERE IMMESSE SUL MERCATO. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, nell’ambito di un più ampio dispositivo di controllo economico del territorio finalizzato alla tutela del mercato dei beni e dei servizi, hanno condotto un’operazione che ha portato al sequestro di 72 biciclette elettriche, c.d. a pedalata assistita, risultate
contraffatte e/o non sicure secondo gli standard di sicurezza previsti dalla normativa vigente, per un valore complessivo stimato di circa 150.000 euro. L’attività ispettiva, sviluppata attraverso mirati controlli presso esercizi commerciali e depositi, ha consentito di individuare numerosi e-bike recanti marchi falsi ovvero privi della documentazione attestante la conformità ai livelli di sicurezza richiesti dalla normativa europea. In particolare, i prodotti sequestrati sono risultati sprovvisti della marcatura CE valida e della relativa
dichiarazione di conformità, così come previsto dalla Direttiva Europea 2006/42/CE (cd. Direttiva Macchine)
che richiede elevati requisiti di conformità e sicurezza per la loro immissione in commercio, a garanzia e tutela
della salute dei cittadini. Le approfondite attività di ricerca, effettuate all’interno di un deposito commerciale ubicato nel capoluogo di
provincia, hanno consentito ai militari del Gruppo Ascoli Piceno di rinvenire circa 1.900 etichette recanti il marchio di un noto brand del settore, risultate destinate ad essere illecitamente apposte su modelli di biciclette di
fascia più modesta, così, da attribuire agli stessi un’apparente maggiore qualità e determinarne un incremento fraudolento del valore commerciale, in alcuni casi fino al raddoppio del prezzo di vendita. Attraverso l’analisi della documentazione contabile, in particolare delle fatture di acquisto, è stato possibile risalire alla provenienza della merce e ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento, individuando gli ulteriori soggetti coinvolti nella distribuzione dei prodotti irregolari di origine cinese. All’esito delle attività investigative, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria due imprenditori per i reati di contraffazione e
frode in commercio. L’operazione si inserisce nel costante impegno della Guardia di Finanza a contrasto dei fenomeni di contraffazione e commercio di prodotti non sicuri, a salvaguardia degli operatori economici onesti e della salute dei cittadini. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, CONTROLLI STRAORDINARI DEI CARABINIERI NEI CENTRI MASSAGGI DELLA CAPITALE. DUE TITOLARI DENUNCIATI, TRE ATTIVITÀ CHIUSE E SANZIONI PER 11.000 EURO. I Carabinieri della Compagnia Roma Piazza Dante, unitamente ai militari del Gruppo Carabinieri Tutela Lavoro di Roma e al personale della Polizia Locale Roma Capitale, hanno effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato al monitoraggio e al contrasto delle illegalità all’interno dei centri massaggi presenti tra il I e il VII Municipio. Le attività si sono svolte sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma. Nel corso delle operazioni, i Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà due cittadini cinesi, entrambi titolari di due distinte strutture. In particolare, una donna di 50 anni, titolare di un centro massaggi in via Panisperna, nel rione Monti, è stata denunciata per il reato di favoreggiamento della prostituzione. L’attività investigativa, sviluppata attraverso mirati servizi di osservazione, accertamenti sullo stato dei luoghi e l’escussione di persone informate sui fatti, ha permesso di accertare che all’interno del locale venivano erogate prestazioni sessuali a pagamento. Il locale è stato sequestrato insieme a diverso materiale idoneo all’attività di meretricio. La seconda denuncia ha riguardato un uomo di 55 anni, titolare di un “centro benessere olistico”, nel quartiere Appio-Latino, dove i Carabinieri del Gruppo Tutela Lavoro hanno rilevato la presenza di un lavoratore non regolarizzato (in nero), provvedendo all’immediata sospensione dell’attività imprenditoriale. Nel contesto operativo, i controlli sono stati estesi ad altre tre strutture gestite da cittadine straniere (due di nazionalità thailandese e una cinese), situate in via Belisario, via Raffaele Cadorna e viale Carlo Felice. All’interno di questi centri sono state riscontrate palesi violazioni alla normativa di settore, tra cui l’esercizio abusivo dell’attività estetica, la mancanza del titolo autorizzativo, l’assenza del responsabile tecnico obbligatorio e l’impiego di personale privo dei requisiti professionali necessari. All’esito delle verifiche, oltre alla chiusura immediata di tre attività imprenditoriali, in attesa della messa in regola, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 11.000 euro. SANT’ANGELO ROMANO (RM), 65ENNE AGGREDITO BRUTALMENTE IN CASA. CARABINIERI SOTTOPONGONO A FERMO DI INDIZIATO DI DELITTO UN 33ENNE. Nella mattina di sabato scorso, 27 giugno, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Tivoli hanno sottoposto al fermo di indiziato di delitto un 33enne, censurato, affetto da disturbi psichici, in quanto gravemente indiziato dei reati di tentato omicidio e tentata rapina, nella forma pluriaggravata. Il provvedimento precautelare è il risultato delle tempestive indagini avviate dai militari dell’Arma a seguito di una brutale aggressione ai danni di un 65enne presso la propria abitazione in Sant’Angelo Romano, il quale, nella circostanza, a causa delle gravissime lesioni patite, è stato trasportato d’urgenza presso il Policlinico Umberto I di Roma, ove tutt’ora risulta ricoverato in prognosi riservata. In particolare, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli, dopo aver cristallizzato la scena del crimine con il fattivo contributo dei militari specializzati del Nucleo Investigativo di Frascati, ed aver acquisito le prime evidenze del reato, hanno prontamente attivato le ricerche del presunto autore, concentrandosi, in particolar modo, su di un soggetto del posto, noto alle forze dell’ordine, che aveva nel frattempo fatto perdere le tracce. Lo stesso in passato aveva già manifestato comportamenti violenti sia in famiglia che in paese e conosceva l’abitazione della vittima. I successivi approfondimenti investigativi, basati sull’escussione delle persone informate sui fatti, sull’individuazione di un capo di abbigliamento, intriso di sangue, lasciato sulla scena del crimine da parte del fermato, nonché dalla constatazione della presenza di segni sul corpo dello stesso inequivocabilmente riferibili ad una violenta colluttazione, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del 33enne, il quale è stato rintracciato, in aperta campagna, in un casolare poco distante dal luogo dell’aggressione. L’indagato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Roma Regina Coeli, a disposizione del Giudice, che ha convalidato il suo fermo nella mattinata di lunedì scorso, 29 giugno. A segnalarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – In Italia, da Nord a Sud, tempo in leggero peggioramento per la giornata di domani, come segnalato da “Il Meteo“.
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