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Un tumore gigantesco del peso di circa 10 chilogrammi, che aveva ormai occupato quasi completamente l’addome della paziente, arrivando fino al diaframma, con successo, è stato asportato durante un intervento chirurgico eseguito dall’equipe guidata dal professor Mario Polichetti presso la casa di cura “Tortorella” di Salerno.La paziente, 43enne, presentava un quadro clinico di estrema complessità, aggravato da un precedente intervento neurochirurgico per meningioma cerebrale, elemento che ha reso particolarmente delicata sia la gestione anestesiologica che il decorso post operatorio.
La massa tumorale comprimeva gli organi addominali, dislocando stomaco e anse intestinali verso l’alto, esercitando una significativa compressione sui grossi vasi retroperitoneali e sulle vie urinarie, con importanti ripercussioni anche sulla funzionalità respiratoria.
L’intervento è stato eseguito dal prof. Mario Polichetti, nella foto, insieme al prof. Giuseppe Allegro e al prof. Giovanni Dalla Serra, con il supporto della strumentista ostetrica Venus Buonaiuto e dell’anestesista dott.ssa Antonietta Musacchio.
Fondamentale anche il lavoro della Terapia intensiva post operatoria (Tipo), che ha seguito la paziente nelle fasi successive all’operazione.
“In letteratura scientifica si ritrovano pochissimi casi analoghi e ciò dà la dimensione della complessità dell’intervento affrontato. La massa aveva completamente sovvertito l’anatomia addominale della paziente, rendendo ogni fase chirurgica estremamente delicata. Le difficoltà maggiori erano legate non soltanto alle dimensioni del tumore, ma anche alla pregressa operazione cerebrale per meningioma, che aumentava notevolmente i rischi anestesiologici e post operatori. È stato necessario programmare tutto nei minimi dettagli grazie ad un grande lavoro di squadra”.
Per il professor Polichetti si tratta dell’ennesimo intervento di altissima complessità dopo quello che, sette anni fa, attirò l’attenzione nazionale per l’asportazione di una gigantesca massa tumorale in una donna alla 37esima settimana di gravidanza, consentendo di salvare sia la madre che il bambino.
“Questi risultati sono il frutto di anni di esperienza chirurgica e di una equipe altamente preparata. Affrontare casi, così, rari significa mettere competenza, sangue freddo e organizzazione al servizio della paziente. È motivo di orgoglio dimostrare che anche nel Sud Italia si possono eseguire interventi di livello straordinario”.
È quanto spiegato dal dott. Polichetti, in una nota stampa inviata in redazione.
Direttore Editoriale