“Dal 1991 ad oggi, oltre 32 mila, le persone innocenti finite ingiustamente in carcere, una ogni 9 ore. Non si tratta di episodi isolati, ma del segnale evidente di un sistema che presenta criticità profonde e che non può più essere ignorato”.
Ad affermarlo, l’avvocato Gaetano Giuseppe Vinci, noto per il coinvolgimento professionale in alcuni procedimenti penali di forte rilevanza mediatica, del quale ce ne siamo occupati, intervenendo nel dibattito sul referendum in materia di giustizia.
“Quando anche una sola persona innocente viene privata della propria libertà – aggiunge Vinci – è lo Stato a doverne rispondere. Ma di fronte a cifre, così, impressionanti, non possiamo più parlare di eccezioni, infatti, siamo davanti ad un problema strutturale”.
Secondo il noto legale lucano, il referendum rappresenta “un’occasione concreta per intervenire su di un sistema che, così, com’è, espone i cittadini al rischio di errori gravi e conseguenze irreversibili”.
“Il Sì – poi, conclude – non è una scelta ideologica, ma una scelta di responsabilità. Significa lavorare per una giustizia più equa, più garantista e più attenta ai diritti fondamentali di ogni persona”.
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