Ad ogni fine anno, come sempre, si continua, tranquillamente a produrre e, poi, vendere, bombe pirotecniche molto pericolose per tutti noi.
Questa volta, a finire in carcere, tre catanesi, due di 28 e 25 anni, fratelli della titolare di una fabbrica di artifici pirotecnici ed un operaio di 28 anni, accusati di detenzione e porto illegale, in luogo pubblico, di manufatti esplosivi.
Nel corso dell’attività di controllo straordinario del territorio eseguita dagli agenti della Polizia di Stato dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania, finalizzata a prevenire e reprimere l’illecita compravendita di fuochi d’artificio senza il possesso della licenza, soprattutto in questo periodo dell’anno, gli agenti della Squadra Artificieri, hanno individuato e controllato, nel comune di Santa Venerina, un furgone sospetto, condotto da uno dei fratelli, con a bordo gli altri due.
Dagli accertamenti condotti, come informato in redazione, gli agenti hanno scoperto, all’interno del mezzo, alcune decine di artifizi pirotecnici professionali, ordigni di spiccata potenzialità offensiva e micidiali, per un peso complessivo di oltre 220 kg di esplosivo, completi di mortai per la proiezione in alto dei fuochi d’artificio.
Alla richiesta dei poliziotti, i tre hanno riferito di dover allestire uno spettacolo per le proprie famiglie ed i vicini di casa, versione alquanto inverosimile considerati i costi di produzione.
Dal controllo, invece, è emerso che i due fratelli erano in possesso del patentino per fochino.
Atteso che gli artifizi pirotecnici si presentavano privi di etichette capaci di attestarne la provenienza e la tracciabilità, sono stati considerati di produzione illegale, avvenuta in violazione delle norme di settore e quindi clandestinamente.
Al momento del controllo i tre hanno riferito di essersi procurato il materiale pirotecnico da conoscenti, escludendo che fosse stato confezionate presso la fabbrica di famiglia.
Gli specialisti della Squadra Artificieri hanno effettuato degli accertamenti tecnici sugli ordini sequestrati, riscontrandone l’alta potenzialità e pericolosità.
La condotta dei tre è stata ritenuta particolarmente pericolosa, considerate le loro conoscenze specialistiche, atteso che il materiale trasportato poteva mettere in serio pericolo la pubblica incolumità.
Le leggi di pubblica sicurezza prevedono la presenza di addetti ai lavori specializzati in caso di incidenti ed uno specifico servizio di ordine pubblico, proprio a tutela della pubblica incolumità.
La violazione di queste prescrizioni avrebbe potuto mettere in pericolo i cittadini, pertanto l’attività di repressione di questo reato ha eliminato a monte il pericolo, grazie all’operato dei poliziotti.
Direttore Editoriale
