CRONACA – ALESSANDRIA, OPERAZIONE “AMAZZONIA” DELLA GDF. MAXI SEQUESTRO DI PRODOTTI CONTRAFFATTI E NON SICURI DESTINATI AI MINORI – La Guardia di Finanza di Alessandria, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha concluso una nuova operazione che ha portato al sequestro di oltre 7 milioni di prodotti non sicuri e contraffatti, tra cui giocattoli, gadget e accessori per bambini, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro con la contestuale rimozione dei prodotti contraffatti dai market online europei e la segnalazione all’Istituto Superiore della Sanità di svariati cosmetici contenenti alcune sostanze chimiche in concentrazioni non tollerabili. L’attività trae origine dagli sviluppi della precedente indagine denominata “Double“, conclusa nel marzo scorso, con il sequestro di oltre 2 milioni di capi d’abbigliamento e articoli per bambini contraffatti.
In quell’occasione era già emerso un problema grave, molti dei prodotti sequestrati non solo riportavano marchi falsi di note aziende, ma presentavano anche anomalie rispetto alle normative sulla sicurezza, mettendo a rischio la salute dei consumatori più vulnerabili, ossia i bambini. Alla luce di questi riscontri, le attenzioni dei finanzieri si sono focalizzate sull’identificazione di venditori privi di scrupoli che commercializzavano articoli potenzialmente pericolosi, destinati ai più piccoli, sfruttando in modo illecito lo store online di Amazon. Le ricerche, avviate nel settembre di quest’anno e tuttora in corso, sono state condotte insieme ai funzionari delle Dogane di Rivalta Scrivia/Retroporto di Genova, della Camera di Commercio di Alessandria-Asti e con la collaborazione dei competenti uffici di Amazon. Le verifiche tecniche, effettuate su una campionatura di migliaia di articoli importati dalla Cina da numerose imprese con sede nell’Unione Europea, anche con il coinvolgimento dei laboratori chimici delle Dogane, hanno confermato le stesse criticità già riscontrate nella precedente indagine evidenziando, in alcuni casi, violazioni in corso di valutazione da parte dell’Istituto Superiore della Sanità. Questi articoli, oltre a violare le normative in materia di marchi e brevetti, sono risultati privi delle certificazioni di sicurezza obbligatorie. In tal modo, i venditori non solo hanno infranto la legge, ma hanno anche danneggiato il mercato, sottraendo opportunità di lavoro alle imprese che rispettano le regole. SPACCIO Di SOSTANZE STUPEFACENTI A GROSIO (SO). OPERAZIONE CONGIUNTA TRA GUARDIA DI FINANZA E POLIZIA DI STATO. Alle prime ore dell’alba dello scorso 19 dicembre la Polizia di Stato di Sondrio, unitamente alla Compagnia della Guardia di Finanza di Tirano, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Sondrio, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un marocchino, di 26 anni, senza fissa dimora, per spaccio di cocaina e hashish nella zona boschiva di Grosio, nei pressi della Via Padellino. Durante l’esecuzione della misura cautelare, è stato tratto in arresto, in quanto colto nella flagranza del reato di spaccio di sostanze stupefacenti, anche un 24enne, anche di nazionalità marocchina, il quale ha concorso nell’attività illecita con il colpito dalla misura. L’intervento è stato particolarmente difficoltoso per le peculiarità del luogo impervio, scosceso e con fitta vegetazione. Nel corso dell’intervento sono stati sequestrati circa 80 grammi di cocaina e 150 grammi di hashish, oltre ad un bilancino e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Inoltre, sono stati posti sotto sequestro 630 euro in contanti composti da banconote di piccolo taglio. L’attività investigativa, consistita in molteplici appostamenti nelle zone teatro dell’attività di spaccio, svolta dal personale della Squadra Mobile di Sondrio, in stretta collaborazione con i militari delle Fiamme Gialle e
costantemente diretta dalla Procura della Repubblica di Sondrio, ha permesso di raccogliere elementi
comprovanti l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti posta in essere dall’arrestato nella zona boschiva di Grosio (SO) in favore di circa 50 diversi clienti. All’esito delle indagini si è potuto accertare che i soggetti erano soliti variare la zona dove mettere in atto l’attività delittuosa, spostandosi per alcuni periodi nelle aree limitrofe di Grosotto e Lovero,
al fine di eludere eventuali controlli delle FF.OO.. La sinergia tra le forze di polizia operanti sul territorio e il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria ha reso
possibile l’intervento, dimostrando la costante attenzione verso il contrasto al traffico di droga in Valtellina. I due, tratti in arresto per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, sono stati
condotti presso la Casa Circondariale di Sondrio a disposizione dell’AG procedente. A segnalarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
BRACCONAGGIO IN PROVINCIA DI ROMA, OPERAZIONE DEI CARABINIERI FORESTALI. Tempo di statistiche a cconclusione dell”Operazione Recall“, giunta alla sua decima edizione, realizzata tra ottobre e dicembre di quest’anno in vari ambiti territoriali della provincia di Roma e portata avanti dai militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma con la collaborazione delle guardie volontarie venatorie della LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli). Le aree di intervento sono state principalmente quelle dove notoriamente si riscontra la presenza di allodole e tordi, che proprio nei mesi di ottobre e novembre migrano attraversando il Lazio. Queste due specie sono spesso vittime della caccia illegale che prevede l’uso di richiami elettronici i quali, riproducendo il verso degli uccelli, attirano gli animali facilitandone l’abbattimento da parte dei bracconieri e nel contempo disturbano le rotte migratorie, con enormi danni al patrimonio faunistico e conseguentemente alla biodiversità. I piccoli uccelli migratori, infatti, si posano a terra attirati dai potenti richiami, ma spesso, stanche per il viaggio di migrazione, non hanno le energie né la disponibilità alimentare per riprendere il volo e vanno incontro a morte per sfinimento e stenti. Sono 19, nel complesso, le persone denunciate nel corso delle varie giornate operative con la contestazione, in 18 casi, dell’utilizzo di richiami vietati; la Direttiva 2009/147/CE (Direttiva Uccelli) prevede all’allegato IV il divieto di utilizzare registratori. Inoltre, la Legge 157/92 sulla protezione della fauna e del prelievo venatorio prevede, all’articolo 21, il divieto di utilizzo di richiami a funzionamento elettronico e stabilisce, all’articolo 30, per il loro utilizzo, la sanzione penale con un’ammenda fino a 1.549 euro. Sono stati inoltre inoltrate, in 2 casi, denunce per abbattimento di specie protette in altri 2 casi per manipolazione di anelli di richiami vivi e, infine, in un caso, per porto abusivo di arma da fuoco. Complessivamente sono stati sequestrati penalmente 18 fucili e relativo munizionamento, 9 richiami illegali, 1 rete per uccellagione e 30 allodole utilizzate come richiami vivi. Sequestrata anche fauna illegalmente abbattuta, 23 allodole, 17 tordi bottaccio, 2 piccioni, 5 merli, a cui si sommano 30 allodole utilizzate come richiami vivi. Contestualmente sono state notificate 33 sanzioni amministrative, per un importo complessivo pari a 4.700 € circa: 25 sanzioni per omesse segnature di capi abbattuti e giornata di caccia sul tesserino venatorio regionale, 2 per il mancato rispetto della normativa sulla circolazione fuoristrada, 1 per eccesso di carniere, 4 per mancato rispetto delle distanze, 1 per mancata raccolta dei bossoli. Ad informarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – Come segnalato da “Il Meteo“, in Italia, da Nord a Sud, tempo ancora piacevole per la giornata di domani.
Direttore Editoriale
