CRONACA – FESTA ABUSIVA NEL MONTEBELLUNESE. LA GDF SANZIONA ORGANIZZATORI PER VARIE INFRAZIONI E LA SOMMINISTRAZIONE DI ALCOLICI A MINORENNI – Nell’ambito dei controlli finalizzati a prevenire e contrastare il fenomeno delle feste abusive e a garantire che i pubblici spettacoli e intrattenimenti si svolgano correttamente, previa autorizzazione degli Enti preposti, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno recentemente individuato, e opportunamente interrotto, una festa abusiva organizzata all’interno di una sala eventi nel Montebellunese in cui erano presenti 134 giovani. I responsabili dell’evento, quindi, sono stati segnalati al Sindaco del comune interessato per aver organizzato un pubblico spettacolo senza la prescritta segnalazione certificata di inizio attività.
Poichè, nel corso delle operazioni di controllo veniva accertata, altresì, la somministrazione di alcolici ad alcuni minori di anni 18, sono state segnalate alla Prefettura di Treviso violazioni di natura amministrativa che
prevedono sanzioni fino a un massimo di € 2.000.
L’evento veniva individuato grazie alla determinante attività informativa svolta dai finanzieri trevigiani, che, dopo aver avuto notizia della sua preparazione, hanno pianificato uno specifico intervento utile ad identificare non solo gli organizzatori della festa, ma anche gli addetti alla distribuzione di acolici e il dj ingaggiato per la serata. Ulteriori sanzioni saranno irrogate anche dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (S.I.A.E.) di Venezia,
interessata dai militari in relazione alla diffusione di brani musicali in spregio della normativa a tutela del diritto d’autore. MACERATA, OPERAZIONE ANTICONTRAFFAZIONE NEL SETTORE
CALZATURIERO. LA GDF SEQUESTRA OLTRE 51.000 FONDI DI SUOLE E SCARPE
RIPORTANTI MARCHI DI NOTE CASE DI MODA. DENUNCIATI DUE IMPRENDITORI. Nell’ambito della continua attività volta al contrasto della contraffazione e alla tutela della proprietà intellettuale, in un settore specificamente tipico del territorio marchigiano quale quello calzaturiero, i finanzieri della Compagnia di Civitanova Marche hanno dato esecuzione ad un servizio di polizia giudiziaria d’iniziativa elaborato a seguito di attività di intelligence e di analisi di dati di interesse operativo acquisiti nel corso del controllo economico del territorio e altresì emersi dalle interrogazioni alle banche dati in uso al Corpo.
Sulla base dell’attività di analisi svolta, le Fiamme gialle hanno sottoposto a controllo lo stabilimento di una prima società operante nel settore calzaturiero rinvenendo fin dal principio numerose suole per calzature in fase di lavorazione oltre a prodotti finiti pronti per l’immissione in commercio, riportanti il marchio di una nota casa di moda italiana, senza che la stessa avesse ricevuto dalla casa madre alcuna autorizzazione alla riproduzione del marchio. In relazione alle evidenze emerse nel corso del predetto controllo le operazioni sono immediatamente proseguite
presso i locali che risultavano nella disponibilità di un imprenditore, rivelatosi essere il fornitore della merce oggetto di contraffazione, dove i militari operanti hanno scoperto ulteriori fondi di calzature difettosi riportanti altrettanti marchi riconducibili a note case di moda italiane ed estere che, in luogo della distruzione, sarebbero stati destinati ad essere introdotti in un mercato “parallelo” sconosciuto alle case madri titolari dei brevetti industriali. Tutta la merce rinvenuta nel corso delle operazioni ispettive, per un totale di 51.434 pezzi, è stata pertanto posta sotto sequestro e i responsabili deferiti alla competente Procura della Repubblica per i reati di ricettazione, contraffazione, alterazione o uso di marchi o segni distintivi ovvero di brevetti, modelli e disegni. LUCCA, LA GDF SEQUESTRA 8 IMMOBILI E DISPONIBILITÀ FINANZIARIE AD UNA
FAMIGLIA DI IMPRENDITORI DELLA NAUTICA. RECUPERATI 400.000 € PER L’ERARIO. I finanzieri del Comando Provinciale di Lucca, a conclusione di articolate indagini, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro emesso dal Tribunale di Lucca nei confronti di una famiglia di imprenditori operanti nel
settore della nautica sospettati di aver distratto beni, per € 399.862,40, alla legittima riscossione erariale accertata dalla Direzione Regionale delle Entrate. La misura cautelare reale giunge al termine di una complessa attività investigativa, svolta dai finanzieri, che ha
permesso la ricostruzione delle condotte distrattive realizzate dall’amministratore legale e dai soci, tutti collegati
tra loro da vincoli di parentela, che, pur di non vedere aggrediti dall’Erario i beni aziendali, figuravano cartolari cessioni di immobili tra membri del gruppo familiare, mantenendone di fatto la disponibilità e il controllo.
Pertanto, in esecuzione del provvedimento del Tribunale, le Fiamme Gialle lucchesi hanno sottoposto a sequestro i conti correnti degli indagati, recuperando disponibilità finanziarie pari a € 68.753,77, nonchè, 8 immobili, tutti riconducibili al nucleo familiare che aveva posto in essere le condotte distrattive. Al termine della attività sono stati denunciati all’A.G. lucchese 4 coinvolti, accusati di “sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte”, reato previsto dall’art. 11 del D.Lgs 74/2000 che, per casi evasivi superiore ai 200.000 euro, stabilisce la pena della reclusione da 1 a 6 anni. L’attività conferma l’impegno della Guardia di Finanza verso la ricostruzione dei flussi finanziari illecitamente
sottratti alla collettività attraverso quelle condotte, evasive o fraudolente, che costituiscono un ostacolo allo sviluppo economico distorcendo la concorrenza e minando il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. RAVENNA, PROMETTEVANO FINANZIAMENTI E INVESTIMENTI AD ALTO
RENDIMENTO PER OLTRE 100 MILIONI DI EURO. TRE ARRESTI ESEGUITI DALLA GDF E SEQUESTRI PER
CIRCA UN MILIONE DI EURO. I finanzieri del Comando Provinciale di Ravenna, hanno dato esecuzione a due provvedimenti cautelari emessi nei confronti di tre soggetti indagati per truffa e abusivismo finanziario, per i quali è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per un trevigiano, e degli arresti domiciliari con apposizione del braccialetto
elettronico, per due professionisti ravennati, con il contestuale sequestro preventivo dei relativi profitti illeciti. Il provvedimento si pone a valle di articolate indagini, svolte sotto la direzione della locale Procura della
Repubblica, iniziate anche avvalendosi del contenuto di alcuni servizi giornalistici che stavano ponendo in luce
una serie di presunte truffe perpetrate dai sopracitati professionisti ravennati: quest’ultimi, infatti, nell’ambito della gestione di un centro elaborazioni dati che si occupava di adempimenti fiscali, proponevano ai propri clienti soluzioni finanziarie destinate alla realizzazione di progetti di investimento con il conseguimento di elevate rendite finanziarie in Romania. Le indagini, svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ravenna, sono state sviluppate tramite la
ricerca e l’ascolto delle numerose vittime e l’effettuazione di perquisizioni locali nel citato centro di elaborazione
dati e nelle abitazioni degli indagati. Tali attività investigative, corroborate dagli esiti delle indagini finanziarie e delle intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno fatto emergere come gli indagati, approfittando della fiducia che molti dei clienti (alcuni peraltro in situazione di crisi finanziaria o che avevano perso la casa durante l’alluvione) o dei risparmiatori riponevano nei professionisti, sono riusciti ad ottenere fraudolentemente cospicue
somme di denaro. In taluni casi, veniva proposto ai clienti la possibilità di ottenere ingenti profitti sotto forma di finanziamenti a “fondo perduto” erogati da soggetti terzi, che potevano essere conseguiti a seguito dell’apertura di società estere e della presentazione di progetti imprenditoriali da realizzare attraverso quest’ultime. In altri casi, l’investimento veniva descritto come un’operazione di finanza strutturata finalizzata ad ottenere dei profitti elevatissimi tramite
“algoritmi” e mediante sistemi di circolazione del denaro attraverso più Paesi al mondo, prima del ritorno dei capitali in Italia. Comune denominatore alle suddette proposte era però l’esponenziale rendimento delle iniziative promesse: per chi aveva investito 10.000 euro poteva essere prospettata la rendita di 100.000 euro, oppure con 30.000 euro si poteva conseguire un profitto di 3 milioni di euro. In questo modo gli indagati hanno promesso ai clienti truffati rendimenti o progetti per più di 100 milioni di euro, coinvolgendo 60 vittime e aprendo circa 50 società in
territorio romeno. È quanto segnalato dal Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, OPERAZIONE DEI CARABINIERI CON DDA E PROCURA MINORI. 11 MISURE CAUTELARI PER TORTURE, ESTORSIONI E ATTO DINAMITARDO A PRIMAVALLE. Dalle prime luci dell’alba, i Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere hanno dato esecuzione a due provvedimenti applicativi di misure cautelari, emessi dai G.I.P. del Tribunale di Roma e del Tribunale per i Minorenni di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma e della Procura della Repubblica per i Minorenni di Roma, nei confronti di 6 maggiorenni, destinatari di custodia cautelare in carcere e di 5 minorenni, in custodia cautelare presso un istituto penale minorile e 3 in una comunità. Gli 11, tutti italiani e domiciliati a Roma, sono gravemente indiziati, a vario titolo. Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Roma Trastevere e coordinata dalla D.D.A. della Procura della Repubblica di Roma e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, originata da un arresto in flagranza per detenzione di sostanza stupefacente, avvenuto nel marzo 2025, ed ha consentito di acquisire elementi gravemente indiziari in ordine a due diversi episodi di tortura, lesioni e sequestro di persona a scopo di estorsione, avvenuti nel mese di gennaio scorso. In particolare, alcuni degli indagati, per debiti di droga e motivi di gelosia, sono indiziati di aver prelevato le vittime dalle loro abitazioni per condurle in un garage ubicato nel quartiere Massimina di Roma, dove le avrebbero private della libertà personale per alcune ore, legandole mani e piedi alle sedie, bendandogli gli occhi e facendoli oggetto di ripetuti atti di crudeltà, quali pugni, schiaffi, con spranghe o altri oggetti contundenti, arrivando addirittura a versare acqua bollente addosso alle vittime che riportavano gravi lesioni. L’attività di indagine ha consentito, altresì, di raccogliere gravi elementi indiziari circa le responsabilità in capo al mandante, all’esecutore materiale e ad altri soggetti a vario titolo coinvolti nell’atto dinamitardo avvenuto il 30 giugno scorso in Roma, nel quartiere Primavalle, con il relativo cedimento dell’androne condominiale della palazzina ATER. Il grave evento ha suscitato particolare preoccupazione e allarmismo tra gli abitanti della zona. Ad informarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – In Italia, da Nord a Sud, ancora una molto piacevole quella di domani, come segnalato da “Il Meteo“.
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Direttore Editoriale



