Patrocinato dal Comune di Potenza ed APT, nello storico “Teatro Francesco Stabile” si è conclusa la 24esima edizione del “Festival di Potenza“, inserita nel cartellone dell’Autunno Letterario, edizione 2025.
La manifestazione canora, presentata da Paola Delli Colli, ha visto salire sul palco potentino, 20 artisti, 8 giovani emergenti, cantautori che hanno fatto la storia della musica italiana, 3 gruppi-band, di cui un gruppo partenopeo creativo di musica portoricana ed una compagnia di acrobalance-danza, generi musicali diversi, con spazio all’etnico-popolare, alla canzone napoletana.
Tra le varie performance, come informato in redazione dall’Ufficio Stampa, quella di Tullio Pizzorno, “L’autore che canta“, secondo la definizione attribuita da Lilly Greco, noto discografico e produttore che, accompagnato da musicisti di estrazione jazz/fusion, Gino D‘Ignazio, Aldo Fucile, Andrea Giuntini, e Sal Pisani, ha presentato un nuovo arrangiamento, realizzato per il pubblico dell’evento, della canzone “Di Vista”, scritta per Mina, per celebrare il trentennale del brano contenuto nel suo album “Pappa di latte“.
Una performance che ha lasciato il segno, con mattatore assoluto il direttore artistico potentino, Mario Bellitti che si è esibito con “Il Vento amico“, canzone tra le più note di Wess, suo amico e collaboratore alla manifestazione, con una entusiasmante coreografia acrobatica di Romina Rinaldi con Marco Stramacci.
Poi, per l’istrionico Bellitti, standing ovation nell’esibizione de La nostra lingua italiana (Chiocchio – Cocciante), poco conosciuta, ma di grande efficacia e soprattutto attualità per rilanciare la lingua, la cultura, le eccellenze del nostro Paese.
Un ritorno sul palcoscenico del Festival di Michele Pecora per riproporre un medley (chitarra e voce) dei suoi più grandi successi.
Come è fortemente piaciuto il ritorno degli Ethnos, gruppo storico fondato dal maestro lucano, Graziano Accinni che insieme a Franco Accinni ha proposto due brani “Novena di Santa Lucia” e “A Voria“, frutto di ricerca della tradizione popolare di Montemurro.
E c’è chi come Puertorico Tour dell’attore-registra napoletano, Raffaele De Luca ha scelto il nostro palcoscenico per iniziare il tour di spettacoli, scegliendo la salsa portoricana come un modo per trasmettere storie, emozioni e identità culturale, creando un legame tra la tradizione culturale napoletana e quella latino-americana.
Un gruppo, Diego Arienzo (chitarrista), Fabio Esposito (batterista), Raffaele Marzano (pianista), Gianluca Russo (bassista), Umberto Bizzarro (sax), Miriam Rigione (cantante), Fabrizia Cherrigna (ballerina), Fabrizia Cherrigna (ballerina), Legna De La Caridad (ballerina) che, divertendo riesce a creare un senso di identità culturale e un punto d’incontro sociale, oltre ad inviare un messaggio di riscatto.
Altra novità, “Meravigliosamente”, Tributo a Domenico Modugno con cantanti-musicisti come Peppe Gaeta e Mimmo De Stefano, accompagnati dalla calda voce di Laura De Stefano, che hanno fatto la storia di più di 20 anni di spettacoli, in giro per l’Italia, ed hanno voluto, così, rimettersi in discussione con una grande scommessa di spettacolo per nulla scontato.
Agli 8 giovani selezionati dai Festival di regioni e città del Sud, Simone Basso, Serena Ziello, Domenico Capasso, Giorgia Postiglione, Tear (Michele Casamassima), Bianca Petrone, Mario Di Micco, Giovanni Russo e Mariarita D’Onofrio, hanno fatto seguito a Pino Persico con due canzoni della storia musicale napoletana, il “sosia” di Edoardo Bennato, Francesco Rinaldi e l’esordio di Angelika, l’ultimo metrò di Liboni.
A chiudere, a far cantare il pubblico, Valerio Liboni con i suoi cavalli di battaglia Donna Felicità e Singapore.
La manifestazione diventerà presto una produzione televisiva grazie alle riprese tv del regista Carlo Campolongo, con l’assistenza tecnica del figlio Alessio e del suo staff.
Per il patron Bellitti che, ha ringraziato l’assessore Roberto Falotico e Margherita Sarli (APT) per il patrocinio e il sostegno al progetto, una nuova e sicuramente più forte testimonianza che si possono realizzare spettacoli di alta qualità grazie in particolare alla “rete” di artisti costruita con impegno e dedizione durante la sua carriera professionale artistica.
Direttore Editoriale
