CRONACA – OPERAZIONE CONTRO IL TRAFFICO INTERNAZIONALE DI EROINA ALL’AEROPORTO DI MALPENSA. LA GDF ESEGUE 4 MISURE DI CUSTODIA CAUTELARE IN
CARCERE TRA LOMBARDIA E TOSCANA – I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Varese hanno eseguito un’ordinanza di
custodia cautelare, in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di quattro individui ritenuti responsabili di concorso in un traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
L’operazione, condotta dai militari del “Gruppo Malpensa” e coordinata dalla Procura della Repubblica bustocca, ha permesso di smantellare un consolidato sistema di approvvigionamento e distribuzione di eroina proveniente dal Pakistan e più precisamente dal Punjab, nota come l’area dei 5 fiumi. Le indagini hanno avuto inizio a seguito dell’arresto in flagranza di un cittadino pakistano con cittadinanza italiana, trovato in possesso di 12 chilogrammi lordi di eroina nascosta in un doppiofondo al momento del suo arrivo presso lo scalo aeroportuale. Nel prosieguo delle attività, sono stati individuati e tratti in arresto altri due corrieri ovulatori, colti in flagranza di reato nel tentativo di introdurre sul territorio nazionale 1 chilogrammo di eroina. Il valore di mercato della sostanza stupefacente complessivamente sequestrata è pari a circa 1 milione di euro.
Ulteriori accertamenti, supportati anche da strumenti tecnici forniti dal Gruppo Mezzi Tecnici del Servizio Centrale Investigazioni Criminalità Organizzata del Corpo, hanno consentito l’individuazione di un sodalizio criminale dedito alla cessione della predetta sostanza stupefacente a reti attive nello spaccio site nelle regioni Lombardia ed Emilia Romagna. Al termine delle attività investigative, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Busto Arsizio, condividendo le richieste formulate dal pubblico ministero inquirente, ha emesso un’ordinanza di custodia
cautelare in carcere nei confronti di tre cittadini pakistani ed un tunisino, portando, così, a 7 il numero
degli arrestati. Il traffico di sostanze stupefacenti rappresenta un’attività illecita ad elevato profitto per i sodalizi criminali,
causando, al contempo, significativi danni alla salute e alla sicurezza pubblica. LA GDF ESEGUE 3 MISURE CAUTELARI PER UN TRAFFICO DI DROGA
GESTITO DALL’INTERNO DEL CARCERE DI PESCARA. Nel corso della giornata di ieri, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Pescara, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del G.I.P. di Pescara in aderenza alla richiesta della locale Procura della Repubblica, con la quale sono state disposte tre misure cautelari personali: una custodia in carcere, una ai domiciliari ed un obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Le misure cautelari rappresentano l’epilogo di una complessa ed articolata attività investigativa condotta dalle Fiamme Gialle di Pescara, denominata “Tropical”, che, tra la fine dell’anno 2024 ed i primi mesi del 2025, ha consentito di fare luce sull’operatività di un “giovanissimo” gruppo criminale dedito all’approvvigionamento di
cospicui quantitativi di cocaina e hashish ed alla conseguente attività di spaccio poste in essere nel circondario pescarese. Già nel corso delle indagini, diversi sono stati gli arresti in flagranza di reato, nonchè, l’emissione, da parte dell’A.G. procedente, di altre misure cautelari. Nonostante ciò, gli ulteriori gravi indizi di colpevolezza raccolti, anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali in carcere, hanno consentito di accertare come la
consorteria criminale operante sul territorio ricevesse ordini e supporto, anche di natura logistica, da due detenuti del carcere di Pescara. Infatti, attraverso l’uso di un telefono cellulare introdotto illecitamente nella struttura, i due colpiti dalla misura coercitiva impartivano ordini ai loro sodali all’esterno della struttura carceraria, che avevano il compito di gestire il reperimento dello stupefacente, l’individuazione dei luoghi di occultamento e delle persone incaricate della
cessione della droga ai consumatori. L’attività svolta fa comprendere come il consumo e lo spaccio di sostanze stupefacenti non subisce battute di arresto, motivo per il quale la Guardia di Finanza, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Pescara, continua ad essere vigile a garanzia della salute pubblica e della sicurezza dei cittadini. È quanto segnalato dal Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, I CARABINIERI ESEGUONO 3 ARRESTI PER CAPORALATO. Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Roma, unitamente a personale del V Gruppo Prenestino della Polizia di Roma-Capitale, coadiuvati nella fase esecutiva dalla Compagnia Carabinieri Roma-Casilina, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, hanno tratto in arresto 3 cinesi, due donne e un uomo, per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di 8 connazionali e 1 cittadino del Bangladesh. Contestualmente, sono stati posti sotto sequestro i due locali adibiti a sartoria, siti nel comune di Roma, zona Torpignattara, nei quali veniva svolta l’attività illecita. L’attività investigativa, avviata nel mese di Settembre 2023 e conclusasi nel mese di Aprile 2024, che ha visto i militari impegnati nell’operazione, a seguito di un’ispezione effettuata dai Carabinieri del NIL di Roma assieme al personale del V Gruppo Prenestino della Polizia di Roma Capitale, della quale è emerso che le due donne, titolari esercenti dell’azienda di produzione dei tessuti e l’uomo, nella figura di “caporale”, esercitavano attività di sfruttamento lavorativo ai danni di dei predetti soggetti impiegati nel settore tessile. Infatti, i lavoratori stranieri, tutti cinesi ed uno del Bangladesh, venivano reclutati tra persone in condizioni di estrema vulnerabilità ed accertato stato di bisogno. Gli stessi erano privati delle giornate di riposo, costretti a lavorare senza alcuna pausa per almeno 14 ore al giorno, in ambienti non idonei, pericolosi e fatiscenti, ove sono state inoltre riscontrate gravi violazioni in materia di sicurezza: in particolare, sulle macchine da cucire erano stati rimossi i dispositivi cd. “salva-dito” e “salva-vista”, al fine di velocizzare l’attività produttiva, elevando esponenzialmente il rischio per gli infortuni ai danni dei lavoratori. L’attività investiga, per i motivi sopra detti, ha permesso all’Autorità Giudiziaria anche di poter disporre il sequestro dei due locali adibiti a sartoria. Il risultato ottenuto, che ha avuto alla base una perfetta sinergia tra le forze in campo, costantemente coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, ha permesso di smantellare un sistema che oramai era divenuto rodato e che grazie allo sfruttamento del lavoro permetteva ai 3 odierni indagati di massimizzare i propri profitti. I tre arrestati, che dovranno difendersi dalle contestazioni in ordine ai reati di intermediazione illecita di manodopera e sfruttamento del lavoro, come disposto dal GIP del Tribunale di Roma, sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per completezza, si precisa che, le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, gli indagati devono ritenersi innocenti fino ad accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna. Tali attività investigativa, inserita in una più ampia strategia di contrasto al fenomeno del caporalato, attuata anche attraverso costanti e mirati controlli ispettivi vede l’Arma dei Carabinieri impegnata in prima linea. Ad informarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – In Italia, da Nord a Sud, anche per domani, come segnalato da “Il Meteo“, giornata di pioggia e freddo che, sicuramente, ci farà rimpiangere l’estate, scorsa, molto bollente.
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Direttore Editoriale



