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CRONACA – MILANO, IN COLLABORAZIONE CON I CARABINIERI N.A.S. È STATO CHIUSO UN
CENTRO DI MEDICINA ESTETICA ILLEGALE E DENUNCIATA UNA PERSONA PER
ESERCIZIO ABUSIVO DELLA PROFESSIONE MEDICA – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza ed i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e
Sanità di Milano hanno individuato un centro di medicina estetica abusivo ricavato all’interno di un
appartamento di Legnano (MI) dove venivano praticati trattamenti medico – estetici, tra cui iniezioni di botulino, senza seguire le norme igienico-sanitarie previste dalla legge. L’attività investigativa congiunta è stata sviluppata sulla base del monitoraggio dei social network della titolare del centro, sui quali la stessa pubblicizzava apertamente i propri servizi, nonchè, specifici trattamenti estetici invasivi, consistenti in iniezioni sottocutanee di botulino, acido ialuronico e filler di dubbia provenienza,
prestazioni che, per legge, devono essere effettuate da un medico qualificato.
La Procura della Repubblica di Busto Arsizio, sulla base delle risultanze emerse nel corso delle investigazioni
sinergicamente condotte dai Finanzieri del Gruppo di Legnano e dai Carabinieri del N.A.S. di Milano, ha
disposto la perquisizione del predetto centro gestito da una donna indagata per esercizio abusivo della
professione medica. Nel corso della perquisizione sono state rinvenute, all’interno di un frigorifero contenente anche cibo e bevande, 38 confezioni di siringhe già riempite di acido ialuronico e pronte per le iniezioni, 10 flaconcini di botox e farmaci cosiddetti “antagonisti”, da somministrare in caso di reazioni avverse per chi si
sottopone a questi trattamenti senza adeguate garanzie di sicurezza, oltre che 2 dispositivi medici non
commercializzabili in Italia per la rimozione di neoplasie. L’operazione di servizio evidenzia come la sinergia tra i diversi comparti di specialità delle Forze di Polizia permetta di salvaguardare la salute dei cittadini, di arginare la diffusione di prodotti non conformi agli standard
di sicurezza, garantendo una protezione efficace dei consumatori e di tutelare gli operatori onesti e rispettosi
delle regole in un settore particolarmente delicato come quello sanitario. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo, dove, intervenga sentenza irrevocabile di condanna. La diffusione del presente comunicato stampa è autorizzata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, ritenendo sussistente l’interesse pubblico
all’informazione. VITERBO, UN ARRESTO, PER DETENZIONE DI STUPEFACENTI AI
FINI DI SPACCIO, ESEGUITO DALLA GDF. Si intensificano i controlli dei finanzieri del Comando Provinciale di Viterbo nella lotta alla illegalità diffusa nel viterbese e, in particolar modo, nel settore delle sostanze stupefacenti nelle località litorali lungo il lago di Bolsena. In particolare, i militari della Sezione Operativa Pronto Impiego del Gruppo di Viterbo, hanno predisposto
specifiche attività operative tese a fronteggiare il fenomeno, soprattutto nelle ore serali. L’attenzione dei finanzieri si è concentrata su di una persona italiana, domiciliata a Bolsena, che dopo un’attività di pedinamento e un riscontro della propria attività, accentrava i sospetti degli operanti. Lo stesso è stato destinatario di una perquisizione domiciliare e personale, che ha permesso di rinvenire circa 120
grammi di marijuana, più di un chilo e duecento grammi di hashish, suddivisa in 10 panetti e 19 ovuli, oltre 155
grammi di cocaina, 2 telefoni cellulari, 1 bilancia digitale, che testimonia la finalità di spaccio, nonché denaro contante per un importo di oltre 400,00 euro.
Per lui è scattato l’arresto, nella flagranza di reato, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e su
disposizione dell’A.G. è stato associato in carcere presso la casa circondariale di Viterbo. L’azione incessante di prevenzione e di contrasto nello specifico settore, si pone come obiettivo primario da
parte delle Fiamme Gialle viterbesi, per il costante mantenimento della sicurezza e della legalità a tutela dell’intera collettività. CHIETI, VENTATA DI CONTROLLI, DELLA GDF, SULLA COSTA DEI TRABOCCHI. Il Comando Provinciale di Chieti, dal primo weekend di agosto, ha intensificato tutte le attività di controllo economico e di Polizia di sicurezza del territorio in vista del periodo “clou” dell’estate 2025. I servizi, principalmente indirizzati agli esercizi di “food service” nella circoscrizione di competenza della Tenenza della Guardia di finanza di Ortona, sono destinati al contrasto delle violazioni sulle norme che spaziano dalla sicurezza sul lavoro ai presidi igienico sanitari, dalla tutela alimentare al lavoro irregolare. A seguito di uno specifico intervento – eseguito dai militari ortonesi, sinergicamente con i funzionari della Questura di Lanciano, dell’Ispettorato del Lavoro e dell’ASL competenti, sono stati emanati due
provvedimenti di sospensione immediata del servizio di ristorazione, notificati ad una trattoria di San Vito Chietino, emessi dalla ASL di Chieti-Lanciano-Vasto e dalla Direzione Territoriale del Lavoro teatina, rispettivamente per gravi irregolarità in materia igienico sanitaria e per violazioni, anche di natura penale, in materia di sicurezza sul lavoro.
Ulteriori iniziative di polizia economico-finanziaria, a carico di altri gestori, hanno consentito, alle Fiamme Gialle, di accertare sette omesse memorizzazioni elettroniche dei corrispettivi e, in una “grottesca” circostanza, di riscontrare che un bar pasticcera, imponeva il rimborso delle “spese di gestione della transazione a mezzo pos” da parte dei propri clienti “caricando” il prezzo di vendita dei prodotti pagati elettronicamente e per tale fatto sarà segnalato il responsabile di questa “sgradevole abitudine” all’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato. Diverse violazioni sono state constatate dai finanzieri, a farne le spese questa volta due ristoratori
ortonesi, per l’omessa assunzione di lavoratori senza la preventiva instaurazione del rapporto di lavoro, ben 9, ed anche in questo caso, per i trasgressori, è stata proposta la sospensione dell’esercizio imprenditoriale all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Chieti. Sempre ad Ortona, in concomitanza con l’evento musicale “Classic Goes To In The Lab Events”, si è concluso il weekend delle attività di controlli ad ampio raggio delle Fiamme Gialle con una particolare attenzione al contrasto del traffico degli stupefacenti eseguendo, nella circostanza, un sequestro di 1,25 grammi di cocaina e oltre 1 grammo di hashis. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
LEGIONE CARABINIERI LAZIO
Comando Provinciale di Roma
Comunicato Stampa
CARABINIERI ARRESTANO AUTORI DI UNA TRUFFA AI DANNI DI UNA DONNA DI 94 ANNI.
Nei giorni scorsi, a Campagnano di Roma (RM), i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Bracciano hanno arrestato un 31enne originario del Bangladesh e un ragazzo italiano, residente nell’area metropolitana di Napoli, gravemente indiziati del reato di truffa, commesso ai danni di un’anziana di 94 anni. I due sono stati fermati e trovati in possesso di tutti i soldi che aveva in casa l’anziana donna, i gioielli in oro, compresa la fede nuziale e la carta bancomat con cui, pochi minuti dopo, hanno effettuato il prelievo di diverse migliaia di euro.
Il raggiro è avvenuto a Nepi (VT), purtroppo, con l’ormai consolidata tecnica di telefonare all’anziana sfruttando le proprie vulnerabilità affettive per farla cadere nella trappola.
In particolare, secondo quanto riportato lucidamente dalla 94enne nella denuncia presentata presso la locale Stazione Carabinieri, una voce maschile giovane aveva effettuato una telefonata sul telefono fisso della donna, presentandosi con il vero nome del nipote – evento tipico in questo tipo di truffa. La signora, in un primo momento si accorge di qualcosa di strano, perché non ne riconosce immediatamente la voce ma in un secondo momento cede all’abilità dei truffatori, perché attribuisce il cambiamento di voce al timore e alla preoccupazione per quanto stava accadendo. La voce al telefono infatti ha raccontato di avere avuto un problema con un pagamento elettronico di 300 Euro ma, poiché il movimento di denaro non era andato a buon fine, “la cosa era passata alla Polizia Postale”, motivo per cui avrebbe dovuto pagare 8000 Euro. Il “nipote” chiede allora alla donna anziana quanti soldi abbia in casa, aggiunge di essere a conoscenza che ha anche dell’oro e se abbia la carta Bancomat con il pin, perché se non avesse pagato sarebbe intervenuta la Polizia Postale anche nei suoi confronti con un sequestro. La malcapitata risponde di avere solamente 600 euro in contanti e i gioielli che aveva addosso, tra cui la fede nuziale. A questo punto viene rassicurata dal finto nipote che le dice che l’oro sarebbe stato depositato in una cassetta di sicurezza e riconsegnato alla fine di tutto. Nel frattempo la malcapitata è stata confusa ulteriormente da un complice che le ha dettato una serie di numeri, tra cui il numero di una cassetta di sicurezza, codici di sicurezza ecc… – la tattica infatti è quella di tenere l’anziana vittima quanto più possibile al telefono sia per evitare che possa chiamare i veri familiari ed accorgersi della truffa, sia per dare il tempo al complice presente in zona di potersi recare all’indirizzo per il ritiro dei contanti e dei gioielli. Quasi alla fine della telefonata, le chiede di mettere tutti i soldi, l’oro, il Bancomat e il suo telefono cellulare in una busta di plastica e le comunica che di lì a poco sarebbe passato un certo “Luca”, agente della Polizia Postale, al quale avrebbe dovuto consegnare la busta. Pochi minuti dopo si presenta effettivamente alla porta della signora un ragazzo, con il nome di Luca, al quale l’anziana consegna la busta che aveva preparato. La signora ricorda bene il fantomatico Luca e lo descrive minuziosamente ai Carabinieri – “di giovane età, forse neanche 18 anni, carnagione chiara, magro, molto più alto di me, capelli corti castani pettinati su in alto, indossava una maglietta di colore scuro con una scritta, credo di colore bianco, con sé aveva un borsello legato al polso” – aggiunge anche qualora rivedesse il giovane sarebbe senza dubbio in grado di riconoscerlo.
Le indagini e l’arresto
Tutto inizia quando il Comandante della Stazione di Nepi (VT) viene informato dal alcuni concittadini che stava circolando nel paese una Fiat 500x, di colore grigio, con due “strani” soggetti a bordo, uno di carnagione più scura e un altro di carnagione più chiara, che, probabilmente, stavano in loco per fare delle truffe. Da quel momento partono subito le ricerche, la nota viene immediatamente diffusa alla Centrale Operativa della Compagnia di Civita Castellana, che la dirama alle centrali vicine, tra cui quella di Bracciano, territorio in cui saranno successivamente fermati gli autori. I Carabinieri della Sez. Radiomobile di Bracciano, ricevuta la nota, si dirigono immediatamente verso la SS2 bis, frequente direzione di fuga dei malviventi dal viterbese verso la Capitale, qui intercettano la 500x della nota e ne arrestano la marcia. A bordo c’erano i soggetti segnalati poco prima, alla guida un uomo e sul lato passeggero un ragazzo. Entrambi vivono nell’area Metropolitana di Napoli, da cui sono partiti per commettere la truffa.
Iniziano le operazioni, entrambi i soggetti, così come l’autovettura con cui sono stati fermati, vengono perquisiti. Uno dei Carabinieri rinviene un borsello con all’interno 7.700 Euro in contanti, gioielli in oro, una carta bancomat e un telefono cellulare. Inizia immediatamente lo scambio info-operativo tra i Carabinieri di Bracciano con i colleghi di Nepi per verificare se effettivamente quanto rinvenuto corrisponda a quanto sottratto all’anziana malcapitata. Il telefono, la carta bancomat e tutti i monili in oro corrispondevano perfettamente, solamente i contanti sono molti di più di quelli consegnati dalla signora, ma a seguito di un riscontro con la Banca si è scoperto che i truffatori, una volta prelevata la busta di plastica dall’anziana, si erano immediatamente recati a fare due prelievi allo sportello Bancomat, uno da 2000 Euro e uno da 5000 Euro. Ricostruita nel dettaglio la dinamica degli eventi, entrambi i soggetti sono stati arrestati e accompagnati presso le locali case circondariali a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Malgrado l’amarezza per la tragica vicenda, l’epilogo è stato il momento più bello – restituire il maltolto ai figli dell’anziana signora che nel frattempo si erano recati in caserma. Entrambi hanno manifestato stupore e gratitudine per la rapidità e la professionalità dei Carabinieri.
Le indagini sulla vicenda sono tutt’ora in corso, alla ricerca dei complici degli autori materiali della truffa, al fine di ricostruire la rete criminale che opera dietro questa sentita tipologia di delitti. È quanto segnalato dal Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – Per oggi e i giorni, tempo ancora bello, in Italia, da Nord a Sud, come segnalato da “Il Meteo“.
Rocco Becce
Direttore Editoriale
