CRONACA – PIEMONTE E CAMPANIA, “CASH DOG” PER LA RICERCA DEL DANARO. PERQUISIZIONI E SEQUESTRI DELLA GDF PER CORRUZIONE – La Guardia di Finanza di Novara ha dato esecuzione, su delega della locale Procura della Repubblica, a
provvedimenti di perquisizione personale, locale, informatica e di sequestro probatorio per corruzione e in relazione alla normativa sulla responsabilità amministrativa delle società. L’attività investigativa del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Novara e della Sezione di Polizia
Giudiziaria della Guardia di Finanza Procura della Repubblica di Novara ha riguardato l’attività svolta da una società con sede in Molise, risultata aggiudicataria di due commesse pubbliche per i servizi di manutenzione del verde, lungo alcune strade statali site anche nel territorio della provincia di Novara. Nel corso delle perquisizioni, effettuate in Piemonte ed in Campania con l’ausilio di unità c.d. “cash dog”, che hanno interessato anche gli uffici di tre pubblici funzionari e la sede operativa della società indagata, è stato sequestrato, tra l’altro, materiale informatico, denaro contante per circa 140.000 euro e quasi 40.000 euro di effetti cambiari. ASTI, OPERAZIONE “CAVALLINO”, A TUTELA DEL “MADE IN ITALY“. CONFISCATA E DISTRUTTA FALSA FERRARI F 430. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Asti, in data 30 giugno scorso, hanno eseguito un provvedimento del Tribunale di Asti che ha disposto la distruzione di una autovettura Ferrari F430 costruita artigianalmente con componenti contraffatti.
Il sequestro dell’auto risale al novembre 2022, quando una pattuglia del Nucleo di Polizia Economico-
Finanziaria di Asti nel corso di un controllo del territorio a contrasto dei traffici illeciti lungo le vie cittadine ha
fermato un astigiano alla guida di una “falsa” Ferrari.
L’autovettura, a seguito degli accertamenti svolti, è risultata essere una Toyota MR2 Coupè, modificata nella
carrozzeria e nei segni distintivi per renderla del tutto simile al modello Ferrari F430. Le modifiche hanno riguardato l’apposizione di stemmi, parti meccaniche (cerchi, pinze freno, cofano anteriore e posteriore,
passaruota e volante), del tutto simili al noto modello sportivo del Cavallino Rampante prodotto dal 2004 al 2009 con design “Pininfarina”. La contraffazione dell’auto è stata confermata anche dalla relazione tecnica effettuata da tecnici specializzati di “FERRARI S.p.A.”, intervenuti dopo il fermo del veicolo. All’esito del richiamato controllo si era proceduto al sequestro penale d’iniziativa del veicolo ed il proprietario era stato deferito all’Autorità Giudiziaria astigiana per l’utilizzo, senza autorizzazione, di marchi di fabbrica contraffatti. Il Giudice del Tribunale di Asti accoglieva la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura che riconosceva la materialità del fatto ma non poteva pronosticare una ragionevole probabilità di condanna e chiedeva l’adozione di provvedimenti di natura amministrativa. Veniva in seguito disposta la confisca e la distruzione dell’auto. I successivi ricorsi avanzati dal difensore del proprietario del veicolo al Giudice di Pace e alla Suprema Corte di Cassazione non sono stati accolti. I finanzieri hanno pertanto proceduto, in data 30 giugno u.s., all’esecuzione dell’ordinanza di distruzione del veicolo, presso un’azienda autorizzata, alla presenza di personale incaricato della casa automobilistica di
Maranello, che aveva sempre sostenuto che il mezzo “contraffatto” andasse distrutto. Ad informarlo è il Comando Generale della Guardia di Finanza.
ROMA, I CARABINIERI FERMANO UOMO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO DI UN PORTIERE DI UNO STABILE IN VIA NAZIONALE. I Carabinieri della Stazione di Roma Quirinale hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto un cittadino marocchino di 24 anni, senza fissa dimora e con precedenti, gravemente indiziato del reato di tentato omicidio nei confronti di un 48enne di Roma, portiere di uno stabile di via Nazionale. La vittima, un uomo di 48 anni ha chiesto aiuto al “112“, denunciando che un giovane straniero lo aveva ferito al collo con un taglierino, perchè alla richiesta di una sigaretta, si era rifiutato di dargliela. Scattate le ricerche, sulla base delle descrizioni fornite, grazie anche ad alcuni testimoni, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare e bloccare il presunto autore, in largo di Villa Peretti, trovandolo ancora in possesso del taglierino, utilizzato poco prima e un tagliaunghie, che sono stati sequestrati. Il ferito, trasportato in ospedale è stato giudicato guaribile con prognosi di 8 giorni, con ferita ritenuta idonea a cagionare la morte, poiché in prossimità della giugulare destra. Per questi motivi, raccolti i gravi indizi di colpevolezza, d’intesa con la Procura della Repubblica, i Carabinieri hanno sottoposto a fermo il 24enne e lo hanno accompagnato presso il carcere di Roma “Regina Coeli“. Il Tribunale di Roma ha convalidato il fermo e disposto per lui la permanenza in carcere. COLLEFERRO, I CARABINIERI DENUNCIANO UNA PERSONA PER LESIONI PERSONALI. I Carabinieri della Stazione di Colleferro, al termine di attività investigativa intrapresa a seguito della violenta aggressione verificatasi nella notte del 1° giugno nell’area della movida Colleferrina ai danni di un 26enne del posto, hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Velletri un cittadino albanese di 20anni, residente a Colleferro, gravemente indiziato del reato di lesioni personali. Le indagini sono state svolte attraverso l’analisi delle immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza cittadine e grazie ad una individuazione fotografica. Così, i Carabinieri sono riusciti a risalire all’identità del 26enne, che è stato successivamente denunciato. L’attività svolta dai Carabinieri di Colleferro conferma la piena attenzione al territorio sia nei servizi preventivi che in quelli repressivi e d’indagine, volte a garantire sempre maggiore sicurezza soprattutto nelle aree di divertimento cittadine. TIVOLI, UOMO MORTO PER OVERDOSE. I CARABINIERI ESEGUONO UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 3 PERSONE. Alle prime ore di oggi, nei Comuni di Roma, Tivoli e Ciciliano, i Carabinieri della Compagnia di Tivoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Tivoli su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 3 uomini, un 66enne e un 74enne italiani destinatari della misura degli arresti domiciliari, un 30enne gambiano destinatario dell’obbligo di presentazione alla P.G., gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di morte come conseguenza di altro delitto, detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e peculato. Un’intensa e articolata attività investigativa, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tivoli sotto la direzione della Procura della Repubblica di Tivoli, ha portato all’emissione di un provvedimento nei confronti di tre persone indagate per il grave episodio che ha causato la morte per overdose da eroina di un uomo di 66 anni, avvenuto nella mattinata del 30 luglio 2024. Le indagini, avviate tempestivamente a seguito del decesso, hanno permesso di ricostruire con grande precisione l’intera dinamica degli eventi che si sono svolti nell’abitazione in cui la vittima ha perso la vita. Grazie ad un meticoloso lavoro investigativo, è stato possibile identificare con esattezza le persone coinvolte nella cessione della sostanza stupefacente e ricostruire il percorso attraverso il quale la droga è giunta nelle mani della vittima. Dalle attività svolte è emerso che, nella mattinata del 30 luglio, la vittima si era recata presso l’abitazione di un suo conoscente 74enne, in compagnia di un altro uomo di 66 anni, dipendente di un ente pubblico. Entrambi i soggetti avevano procurato e fornito l’eroina utilizzata dalla vittima, nonostante fossero pienamente consapevoli delle sue precarie condizioni di salute. Il dipendente pubblico si era accordato con l’uomo 74enne per procurargli la sostanza stupefacente in cambio di una dose di eroina. Per questo motivo, aveva accompagnato quest’ultimo presso la nota piazza di spaccio di Ponte di Nona, dove lo stupefacente è stato acquistato da un pusher di 30 anni, originario del Gambia. Successivamente, i due si erano recati presso l’abitazione del 74enne, dove la vittima ha consumato la dose letale tramite iniezione endovenosa, causando il tragico esito. L’attività investigativa ha anche messo in luce un più ampio contesto criminale, evidenziando come il dipendente pubblico svolgesse abitualmente un ruolo di intermediario nel traffico di droga tra acquirenti e pusher operanti nelle zone di Ponte di Nona e Tor Bella Monaca. In cambio di alcune dosi di sostanza stupefacente, accompagnava personalmente gli acquirenti dai fornitori, divenendo agli occhi degli stessi una figura di riferimento affidabile e un vero e proprio “garante” della buona riuscita delle compravendite. Ulteriore gravità è stata riscontrata nell’utilizzo, da parte del dipendente pubblico, di un’autovettura di servizio dell’ente di appartenenza, dotata di lampeggiante, per recarsi presso le piazze di spaccio anche durante l’orario di lavoro. Tale modalità operativa sembrerebbe essere stata scelta con l’intento di eludere eventuali controlli delle forze dell’ordine, approfittando della copertura garantita dal mezzo istituzionale. È stato, infatti, documentato come l’acquisto di eroina avvenuto il 30 luglio si sia svolto con l’utilizzo dello stesso veicolo. Le indagini hanno, inoltre, evidenziato che il dipendente pubblico consumava talvolta la sostanza stupefacente insieme agli acquirenti, anche all’interno dell’auto di servizio, confermando, così, la sua profonda immersione nelle dinamiche dello spaccio locale. Un pusher, già identificato, è attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, misura disposta dall’Autorità Giudiziaria in seguito agli elementi raccolti. A segnalarlo è il Comando Provinciale CC di Roma.
METEO – Come segnalato da “Il Meteo“, in Italia, da Nord a Sud, nella giornata di domani, temperature ancora alte.
Rocco Becce
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Direttore Editoriale



