Mariele Ventre, figura iconica della musica e dell’educazione, nella foto, rappresenta un esempio luminoso di come la passione per la melodia possa intrecciarsi con un ideale profondo di umanità.
La sua vita, dedicata ai bambini e alla loro crescita attraverso la musica, è un racconto che continua a ispirare generazioni.
È proprio seguendo queste tracce, che il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici italiani), presieduto da Filomena Olivieri, ha intrapreso un viaggio unico, volto a riscoprire non solo il talento musicale di Mariele, ma anche i valori che incarnava.
Sasso di Castalda, nel potentino, lo scorso 28 giugno, è stata visitata alla riscoperta di “Mariele” – Fondatrice del “Piccolo Coro dell’Antoniano” di Bologna, e Maestra dello “Zecchino D’Oro“, ancora oggi una piacevole sorpresa.
Percorrendo i sentieri che il Comune ha voluto dedicare a lei, pare proprio di sentire la melodia delle note, la voce del piccolo coro e la magia che avvolge questi luoghi dove ci piace immaginare la nostra conterranea per trascorrere le sue estati, in età giovanile, con i nonni, fratelli, genitori, intenta ad immaginare quel futuro che l’ha trasportata verso traguardi, cosi, importanti, da non dimenticare.
Sono stati accolti con grande disponibilità dal Sindaco Rocco Nardo, dall’Assessora alla Cultura, Mariangela Laurino, che , insieme all’amica Maddalena Langone, hanno guidato gli ospiti alla scoperta di questa figura tanto amata.
Nel pomeriggio, presso il Teatro a lei dedicato, tutti hanno avuto il piacere di poter ascoltare, collegata da Bologna, Maria Antonietta Ventre, sorella di Mariele, che ha permesso di conoscere meglio la Maestra offrendo ai tanti presenti, ulteriori spunti di riflessione.
Lucana di origine, da parte dei genitori, Mariele, aveva le caratteristiche proprio dei lucani o meglio aveva la “lucanità nel sangue”, ovvero, la grande forza di volontà, la caparbietà, la riservatezza, l’orgoglio e l’umiltà per la quale non gradiva molto, mai, mettersi in mostra.
Maria Rachele, il suo vero nome di battesimo, amava molto i bambini con i quali entrava in empatia profonda e li educava attraverso la musica al rispetto, all’accoglienza, all’amore reciproco perseguendo un’ideale di armonia umana di cui abbiamo tanto bisogno oggi a partire dalle giovani generazioni.
I suoi, tantissimi, bambini, hanno dedicato molto della loro musica ai temi della pace, tema quanto mai attuale che sollecita tutti noi ad una riflessione verso i tanti piccoli che oggi soffrono a causa delle troppe guerre in atto.
La prima canzone cantata in territorio israeliano, all’aereoporto di Tel Aviv, nel 1971 dal piccolo coro, fu proprio “Hevenu shalom alejem“.
Una grande figura di educatrice di cui la Basilicata deve essere molto orgogliosa e sulla quale occorre mantenere accesi i riflettori, grande occasione per Sasso di Castalda che, come detto dal suo Sindaco, molto sta investendo sul progetto dedicato alla fondatrice dell’Antoniano, a partire dalla Casa dove lei è vissuta e che a breve sarà inaugurata che ospiterà un museo a lei dedicato.
Molti dei valori appartenuti a questa figura coincidono con i valori dello scoutismo che educa i giovani attraverso il gioco, l’amicizia, il rispetto, l’amore, l’accoglienza.
L’impegno per il Masci, come segnalato in redazione, è quello di sostenere la locale comunità e la stessa Fondazione a lei dedicata, per dare spazio all’idea di una società più accogliente e responsabile.
Redazione
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