Anche per quest’anno, in Basilicata, a Potenza, ritorna la manifestazione, curata e realizzata dall’Associazione “Oratorio Maria SS. Immacolata” APS–ETS, con la sua sede, in via Ionio, 56, in collaborazione con la Parrocchia di Rione Cocuzzo e don Donato Lauria.
L’evento, consolidato da ben 24 anni, varca l’interesse cittadino, vista la platea di persone provenienti dalle località limitrofe della Basilicata e dei turisti che nella settimana Santa sono presenti sul nostro territorio.
Le prove si terranno oggi e l’evento si svolgerà il prossimo 18 aprile, come da locandine pubblicate.
La storia, che ricostruisce e commemora il percorso doloroso di Cristo che si avvia alla crocifissione sul Golgota, ha sempre interessato tutti quanti i fedeli perchè in quel luogo, dove il nostro redentore, con il versamento del suo sangue, ha più che, altrove, dimostrato la grandezza del suo amore per noi, pagando, con esso, tutti quei debiti che noi avevamo contratti con la divina giustizia, e facendoci per questo modo rinascere dalla colpa alla grazia, dalla morte alla vita.
Tutti i luoghi della manifestazione sono ricavati e allestiti nella cornice monumentale dei palazzi che caratterizzano il quartiere di Rione Cocuzzo, tra i più popolosi della città lucana e che ospiteranno scenografie studiate appositamente, e realizzate in proprio da artisti della nostra comunità, ricche di accorgimenti teatrali in grado di creare negli spazi individuati, ambienti raccolti, veri, capaci di sviluppare quella suggestiva armonia di colori, suoni e luci che tanto colpiscono lo spettatore che partecipa alla rappresentazione, ma che non finiscono mai di stupirlo.
Possiamo definire la nostra rappresentazione, come un unicum di religiosità popolare che trasforma il nostro quartiere, in un’antica Gerusalemme, dove la tradizione si fonde con il culto e oltre 200 personaggi vestono i panni di 2.000 anni fa per rievocare le ultime ore di vita di Gesù.
Negli anni, arricchita e rinnovata, frutto di studio, ricerche, testi, musiche, location, personaggi, ha riscosso sempre più successo da parte del pubblico presente e dalle principali reti di comunicazione.
Un percorso teatrale che, partendo dall’ultima cena sino ad arrivare all’apparizione di Cristo risorto a sua Madre, offrirà un palcoscenico non statico, ma in continuo movimento.
Le scene, quelle fisse e quelle composte all’istante daranno modo al pubblico, non di immaginare, ma di “vivere” insieme ai figuranti la passione di Cristo, diventando parte integrante della rappresentazione nella quale si entra, completamente, rimanendone avvolti e catturati.
Tutta la manifestazione, sarà accompagnata da musiche scelte per l’occasione, dal canto e dalla recitazione dei nostri giovani uniti alla danza di ragazzi, bambini e professionisti del settore che comporranno maestose coreografie.
Scene di grande sensibilità ed emozione sin dall’inizio.
Il dolore di annunciare il tradimento durante l’ultima cena, Gesù arrestato, deriso e flagellato, la Veronica che disperatamente e con forza passa oltre i soldati per asciugare quel sangue che segna il viso tumefatto del suo Maestro, e Maria con la sua addolorata e silente presenza, ai piedi di suo Figlio denudato e ingiustamente torturato ed inchiodato ad una Croce, diventa Madre di un’umanità intera.
Dalla croce germoglia però la speranza e quelle carezze rivolte ad un corpo inerme, deposto tra le braccia di questa Madre sofferente incontreranno la pace e la vita.
Si tratta di una rappresentazione, in quest’anno giubilare, che sarà dedicata proprio alla speranza, in un’occasione unica per approfondire la nostra fede e riscoprire la speranza cristiana.
L’organizzazione, curata nei minimi particolari, impegna alcune maestranze, per ben 4 mesi, con l’obiettivo du diffondere la cultura e la fede nel nostro territorio, il tutto quale intervento educativo, culturale e di integrazione.
L’evento coinvolge intere famiglie, minorenni, giovani, persone vulnerabili o in situazione di difficoltà o di disagio socio-economico, anziani.
Rocco Becce

