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Associazione “Conduco un dialogo”, Maria De Carlo intervista Donato Covella


“Ritengo che, oggi, più che mai, ad orientare il nostro vivere debba essere il dialogo. Esso indica relazione, apertura, comprensione e racchiude in sè, in modo intrinseco, la crescita e il benessere per sè stesso e per l’intera comunità. Attraverso la riflessione critica e il confronto siamo chiamati a cercare quel senso di un agire che determina poi un modello di vita e di società”.

Maria De Carlo, nella foto, presidente dell’associazione potentina “Conduco un dialogo”, con queste parole, avvia un percorso dialogico e lo fa questa volta con Donato Covella, presidente del “Movimento Culturale Lavoro e Sviluppo per la Basilicata“.

“Il dialogo intende aprire un dibattito, un confronto e non ha la pretesa di trovare verità assolute o esprimere giudizi perentori – puntualizza De Carlo – al contrario, ognuno può trovare spunti o tracce per approfondire la ricerca sulle questioni emerse”.

Presidente Covella ad ottobre riprenderete le attività per il nuovo anno, con quale programma e chi collaborerà attivamente, oltre a lei, nel Movimento?

Sono parte attiva e presenza significativa anche il senatore Saverio D’Amelio, Nicola Benedetto, Claudio Borneo, don Michele Celiberti, Antonio Papaleo, Mimmo Armiento e Rosanna Gruosso. Nell’ultimo consiglio direttivo abbiamo deciso di focalizzare, per quest’anno, il nostro impegno a favore delle aree più svantaggiate e particolarmente esposte allo spopolamento. Cercare, insieme alle autorità ed associazioni locali di capire il fenomeno nella sua interezza e proporre alla Regione Basilicata possibili azioni.

Lo spopolamento è diventato una piaga con cui le comunità devono fare i conti. Possono esserci soluzioni a breve termine per invertire la rotta?

No, in quanto la situazione nella maggior parte dei comuni lucani è ormai arrivata nella fase critica tanto che possiamo definire di non ritorno. Ed, inoltre, la forza giovanile è quasi del tutto scomparsa. I giovani che sono andati via, difficilmente ritornano, ma quant’anche volessero ritornare per fare cosa?

Sembra una visione chiusa. Da cosa lo deduce?

Primo, dal fatto che in alcuni centri lucani da diversi anni non nascono bambini e che la popolazione è ultra 80enne e, quindi, la percentuale di spopolamento è galoppante per effetto di ciò. Inoltre è da osservare che si va verso numeri negativi importanti, un esempio, se fino a qualche tempo fa su una popolazione di mille abitanti il saldo negativo era di 30 abitanti ora si arriva a 60 ed anche a 100, ne va da sè che l’autonomia di questi comuni al massimo sarà da 5 a 10 anni.

Ma la politica regionale si è accorta di questo fenomeno?

Certamente, hanno sempre parlato di rilancio dei territori, di infrastrutture, di creazione di posti di lavoro ma, fatto eccezione delle zone che storicamente sono produttive per le altre è mancata una vera e propria programmazione. I singoli Comuni poi con i sindaci non possono fare molto in quanto spesso non vengono coinvolti nelle scelte di programmazione regionale.

In base alla sua esperienza e impegno lei pensa a delle soluzioni e a strategie possibili per invertire questa situazione?

Gli strumenti ci sono, poco tempo fa il vice presidente Vincenzo Baldassarre in Consiglio regionale ha sollecitato il Presidente a far funzionare la legge regionale 7 del 2014 per quanto riguarda la conferenza permanente Comuni-Regione, che io stesso, come funzionario regionale ho suggerito al presidente Marcello Pittella, ma mai attuata.

Cosa propone questa legge?

Semplicemente armonizza i rapporti tra la Regione ed i Comuni e li rende partecipi delle decisioni che riguardano i territori.

Nel mese scorso il Movimento, da lei rappresentato, ha promosso un evento a Potenza, presso il Teatro comunale “Francesco Stabile”, dal titolo “Il mio futuro in Basilicata”. Mi sembra deluso e dispiaciuto. Cosa non ha funzionato?

È stata una delusione, infatti, la giornata è stata patrocinata dal Comune di Potenza, dall’ottima assessore Marika Padula, per rappresentare alle istituzioni regionali ed ai rappresentanti nazionali come i giovani lucani vedevano il loro futuro in Basilicata, quale risultato di un concorso che è durato un anno. Noi del Movimento siamo andati in tutte le scuole della Basilicata, raccogliendo elaborati e spunti da suggerire alle istituzioni. Quindi, abbiamo invitato tutto il Consiglio regionale e tutti i parlamentari lucani a confrontarsi con i ragazzi e ascoltarli, ma non si sono presentati. Era presente solo il sindaco di Potenza e la consigliera regionale Dina Sileo. Nessuno, ad eccezione del presidente del Consiglio Amedeo Cicala, del deputato Vito De Filippo, del senatore Saverio De Bonis, della senatrice Agnese Gallicchio e del senatore Pasquale Pepe, hanno ritenuto nemmeno di inviare le giustificazioni della loro assenza. Non oso pensare che abbiano paura di confrontarsi con i giovani ma certamente il loro disinteresse è notevole e, comunque, i tanti giovani presenti lo hanno rilevato durante la serata. Inoltre, ho dovuto subire, per me un gravissimo affronto anche dal presidente Vito Bardi. Non so se abbia mai letto l’invito, comunque, avrei preferito che mi chiamasse, ma neanche questo. Ce ne faremo una ragione. Ad ogni modo ha promesso in campagna elettorale trasparenza e la trasformazione della Regione in un palazzo di vetro, oltre a porre al primo punto del suo mandato il lavoro. Staremo a vedere.

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DI Redazione