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Barcellona e Chicago, due riconoscimenti all’Oncologia del “San Carlo” di Potenza


Due importanti riconoscimenti sono stati attribuiti all’Unità di Oncologia medica dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza a Barcellona, al Congresso Europeo di Oncologia ESMO GI (European Society for Medical Oncology) 2019 e a Chicago, al congresso mondiale ASCO (American Society of Clinical Oncology) 2019.

“È il segnale concreto della qualità del lavoro quotidiano e delle ricerche condotte dai nostri medici che continuano a trovare apprezzamento e consensi anche a livello internazionale”.

È quanto ribadito dal dg dell’AOR “San Carlo”, dott. Massimo Barresi, nella foto.

Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Regionale, è soddisfatto degli importanti risultati raggiunti dall’UOC di Oncologia medica, diretta dal dott. Domenico Bilancia, un professionista di grandi doti umane, nella foto.

Lo studio, è stato condotto su pazienti anziani affetti da cancro del colon-retto avanzato ed è stato, poi, presentato come poster dal dott. Gerardo Rosati, dell’èquipe di Oncologia medica del “San Carlo”, al Congresso europeo di Barcellona, dove hanno partecipato quasi 4mila specialisti del settore provenienti da tutto il mondo.

“Oxaliplatin-based chemotherapy in patients with metastatic colorectal cancer aged at least 75 anni: a post-hoc subgroup analysis of three phase II trials” (Chemioterapia a base di oxaliplatino in pazienti con carcinoma colorettale metastatico e con almeno 75 anni: analisi post-hoc di sottogruppi di tre studi di fase II).

È questo il titolo dello studio, ideato e progettato nell’Unità Operativa di Oncologia del San Carlo, che è stato accettato per la pubblicazione definitiva sulla rivista internazionale di oncologia “Cancers“.

Analizzando 3 studi precedenti, in collaborazione con istituzioni italiane, ospedaliere e universitarie, si è valutata l’opportunità di eseguire una chemioterapia notoriamente più aggressiva a base di oxaliplatino e fluoropirimidine in pazienti anziani, con età pari o superiore a 75 anni, in buone condizioni generali e affetti da cancro del colon-retto metastatico.

I dati hanno, così, dimostrato che queste persone hanno gli stessi vantaggi e le stesse modiche tossicità dei pazienti più giovani.

Pertanto, non si dovrebbe ricorrere prudenzialmente a un’inopportuna riduzione delle dosi dei farmaci o addirittura non trattare i più anziani.

A Chicago, invece, è stato presentato alla comunità scientifica internazionale in seduta plenaria uno studio clinico, di cui il dott. Rosati è co-autore, i cui straordinari risultati cambiano la pratica clinica.

La ricerca è nata dalla collaborazione di eminenti clinici che hanno studiato la possibilità che un trattamento chemioterapico meno intensivo potesse dare gli stessi vantaggi in termini di riduzione del rischio di ripresa di malattia nei pazienti operati per un carcinoma del colon.

Mettendo insieme i 4 studi condotti nel mondo, tra i quali quello italiano “TOSCA” al quale l’Oncologia Medica del “San Carlo” ha dato un contributo decisivo reclutando 137 persone risultando secondo centro più importante per numerosità di pazienti arruolati, è nato il progetto IDEA.

Inoltre, come informa una nota stampa inviata in redazione oggi, si è valutato se la diversa durata della chemioterapia conseguisse gli stessi risultati anche in pazienti senza linfonodi positivi e definiti comunque ad alto rischio di recidiva.

Redazione


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