In Basilicata, a Metaponto, frazione di Bernalda, in provincia di Matera, per contrastare la pesca di frodo, il personale della Stazione Carabinieri Forestale di Scanzano Jonico, dopo aver svolto un’attività mirata e congiunta con il Nucleo Tutela Biodiversità di Marina di Ginosa, frazione di Ginosa, in provincia di Taranto, hanno posto sotto sequestro e, poi, distrutte alcune reti utilizzate per una pratica assolutamente vietata.
È accaduto a Metaponto Lido, nei pressi della foce del fiume Bradano, zona che delimita la Riserva Naturale Statale di Protezione “Metaponto” e anche in questo caso tutto è stato portato a termine dagli esperti investigatori che si occupano sopratutto del nostro ambiente, negli ultimi anni, purtroppo, deturpato in malo modo da persone incivili che dovrebbero essere castigate con pene più severe, ma questa è tutt’altra storia.
In questa occasione, i militari hanno rinvenuto delle reti a maglia fine, due erano fissate trasversalmente al corso naturale delle acque ed ancorate in prossimità della foce in modo da congiungere le due sponde del fiume al fine di catturarne tutta la fauna ittica in transito ed una terza è stata trovata nascosta tra la vegetazione presente in zona.
L’area interessata è sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale e ricade in area SIC (Siti di Importanza Comunitaria), in particolare nella Zona Speciale di Conservazione (ZPC) “Foce Bradano”.
Questa pesca, oltre ad essere vietata nelle acque interne, costituisce reato quando viene praticata in aree protette come quella in questione, notizia che viene segnalata con un comunicato stampa inviato in redazione dal Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Matera, il Magg. Giovanni Adinolfi.
Rocco Becce
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Direttore Editoriale



