Quante bellezze abbiamo in Basilicata!
Molto spesso le notiamo durante i nostri viaggi organizzati sopratutto nei periodi di vacanze in prossimità dell’estate e non solo.
Anche Muro Lucano, in provincia di Potenza, ha dei luoghi bellissimi e tra questi il “Sentiero delle Ripe e dei Mulini”, un posto unico nel suo genere, costruito presumibilmente nel IX secolo, che partecipa alla raccolta firme, cartacea e online, del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Questo per salvaguardare il proprio luogo del cuore, già da tempo percorribile, che si attesta tra i siti di maggior interesse storico naturalistico, e porre, così, all’attenzione della comunità e delle istituzioni locali ma anche nazionali, grazie alla “Pro Loco Murese” e all’associazione ambientalista “Un Muro d’amare” che hanno già avviato un percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-sentieristico .
Tanti sono i turisti che giungono nella città lucana e questo lo si deve sopratutto all’associazione “Un Muro d’amare” che nel corso degli anni ha volontariamente ripulito i gradoni dalla fitta vegetazione.
“Gli scalini, larghi e bassi – come informa una nota stampa inviata in redazione dalla “Pro Loco Murese” – erano studiati in conformità al passo di asini e muli, pertanto risulta una passeggiata agevole per chiunque voglia visitare questo posto incantevole che scende fino al torrente Rescio con piani a gradoni calcarei, talvolta scavati nella stessa roccia, situato nella strada più antica della città affascinante ed incontaminata pur trovandosi quasi nel centro abitato”.

Scavata nella roccia calcarea ad un’altitudine di 530 metri con un andamento lento che scende e risale seguendo la conformazione orografica del territorio, prende il via dalla parte cittadina più alta, per scendere fin giù nella gola rocciosa a strapiombo e, poi, risalire dal lato opposto.
Si tratta di un posto unico nella sua specie, che ha sviluppato anche una flora ed una fauna del tutto particolare, rendendo così il luogo un crogiolo di storia, natura e arte.
In origine il percorso fu costruito per congiungere il quartiere Pianello con la frazione di Capodigiano che permetteva l’approvvigionamento, sopratutto idrico, all’antico borgo, dove ancora oggi, dalla fontana Parìa, sgorga acqua freddissima, piacevole per quanti vi si recano o sostano per una giornata, grazie alla possibilità di pranzare nell’area pic-nic.
“Giunti in fondo al vallone – aggiunge il comunicato stampa – ci si ritrova circondati da rocce calcaree che si stagliano verso il cielo fino ad un’altezza di oltre 100 metri, dove, in uno scenario incedibile, da una prospettiva affascinante, ovvero dal basso, godendo della panoramica dell’arco parabolico sospeso sul burrone si ha la possibilità di ammirare la celebre opera del ponte Pianello voluta dal Ministro delle Finanze, Francesco Saverio Nitti”.
“Inoltre, lungo il cammino naturalistico si incontra un piccolo ponte che è ad oggi uno dei pochi esempi di architettura civile romanica realizzata intorno al 1100 e resti di mulini ad acqua con muri a secco, edificati a inizio ‘800 che servivano non solo alla macinatura del grano, ma anche alla lavorazione della lana e poco più sopra dei mulini sono state di recente rinvenute anche le vasche di riserva d’acqua”.

“È difficile risalire alle ultime date di utilizzo – conclude la nota stampa – ma di certo questo è noto grazie ad un documento di concessione, che in epoca angioina erano elencati tra i beni del feudo accordato da re Carlo d’Angiò al primo feudatario murese, il francese Pietro Hugot”.
Per tutte le maggiori informazioni, potete contattare la “Pro Loco Murese” e il sito internet https://www.facebook.com/sentierodelleripe/
Redazione
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