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Potenza, il progetto biennale “Millennial Lab 2030” al via all’Einstein-De Lorenzo

Farà tappa in Basilicata, a Potenza, all’Einstein-De Lorenzo, martedì prossimo 6 febbraio, il tour 2018 del progetto biennale “Millennial Lab 2030”, promosso dalla “Fondazione Bruno Visentini”, con il I° workshop “La crescita intelligente” e si terrà nell’Aula Magna, in via Sicilia 4, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e vedrà protagonisti una rappresentanza degli alunni dell’istituto potentino.

“Gli studenti saranno coinvolti – spiega il Dirigente scolastico, Domenico Gravante che introdurrà i lavori, con la docente referente del progetto, Maria Sara Coriglione – nella definizione delle principali sfide che la generazione dovrà affrontare nei prossimi anni, in materia di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva a livello europeo e internazionale”.

Tra gli ospiti importanti, sarà presente Luciano Monti, professore della Luiss in Politiche dell’UE e condirettore scientifico della Fondazione, che gli studenti dell’Einstein-De Lorenzo hanno già avuto modo di conoscere nel Lazio, a Roma lo scorso 4 dicembre, durante la presentazione del progetto, prima e seconda fase, e Roberto Cerroni, ricercatore della “Fondazione Bruno Visentini”.

Un Progetto che coinvolge, su tutto il territorio italiano, 6 regioni, Lombardia, Lazio, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia e 13 istituti scolastici superiori, è co-finanziato dal Programma UEErasmus+/Jean Monnet – iniziativa di eccellenza nel settore degli studi sull’Unione Europea, è uno dei 50 progetti, di cui 10 italiani, selezionati tra i 2.300 presentati a livello internazionale ed ha l’obiettivo di sensibilizzare gli opinion-makers del mondo istituzionale, accademico e socio-economico, a livello nazionale e locale, oltre la stessa generazione Millennials, sull’importanza di adottare strategie comuni per ridurre il divario generazionale nel più ampio contesto degli obiettivi fissati nell’Agenda 2030 dell’ONU.

Durante il workshop, saranno presenti alcuni rappresentati di Enti e istituzioni del territorio che interverranno e si confronteranno con i giovani ricercatori dell’istituto, Nicola Valluzzi, presidente della Provincia, Giandomenico Marchese, dg Politiche formazione e lavoro della Regione Basilicata, Claudia Datena, Dirigente USR Basilicata, Leonardo Cuoco, consulente economico territorio Spa e Giuditta Lamorte, presidente del Co.Re.Com Basilicata.

“È previsto un ruolo attivo degli studenti – spiega la referente Coriglione – che interloquiranno con gli amministratori e le parti sociali attivamente coinvolte a livello locale circa il divario generazionale del proprio territorio, calcolato in classe in un percorso di alternanza scuola lavoro”.

Saranno, infatti, gli alunni della classe Terza sez. I (indirizzo informatico) la mattina del 6 ad analizzare i domini relativi all’educazione e alla partecipazione democratica, ad esporre il frutto di una prima ricerca (terza fase del progetto), “i protagonisti di un lavoro di analisi, elaborazione e diffusione di dati – continua la docente – sull’Indice di Divario Generazionale (GDI) che prevede lo studio di 8 domini, Educazione, Disoccupazione, Ambiente, Salute, Partecipazione democratica, Legalità, Abitazione e Parità di genere su dati individuati da fonti ISTAT, Archivio Ministero degli interni, ISPRA, comune di Potenza e banche date indicate dalla Luiss e dalla Fondazione”.

Gli altri due workshop, previsti per la quarta fase, si terranno, invece, il prossimo 16 febbraio, sempre all’Einstein, in via Sicilia, sulla “Crescita sostenibile” dove verranno analizzati i domini relativi all’ambiente e alla salute e il 27 febbraio sulla “Crescita innovativa” in cui verranno analizzati i domini relativi alla disoccupazione, alla parità di genere, alla legalità e all’abitazione.

Si chiuderà con la presentazione dei risultati durante la quinta fase al Festival dei Giovani di Gaeta l’11 aprile 2018 e i contributi delle scuole; poi, saranno raccolti in un Atlante del divario generazionale, pubblicato dalla “Fondazione Bruno Visentini” con il Rapporto 2018 “Il Divario Generazionale e le Nuove Professioni” che ha l’obiettivo non solo di determinare la quota del divario generazionale al 2017 e di aggiornare la metrica della rilevazione del GDI al 2030, ma anche di affrontare il tema del futuro mercato del lavoro per le giovani generazioni, con un focus sui trend occupazionali nel medio-lungo periodo, secondo le previsioni dell’ILO al 2030 la forza lavoro 14-65 decrescerà e il 40% delle professioni saranno digitali, e sui possibili unknown and forgotten jobs, come informa una nota inviata oggi, domenica 4 febbraio, dall’Addetto Stampa, Maria De Carlo.

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